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Returnal, attesa nuova esclusiva Housemarque, ecco la nostra recensione e stronzate del genere. Che tanto non legge più nessuno ‘che ormai andiamo su YouTube e su Twitch, anzi subbati a GamerromancerLive e unisciti alla ribellione e altre stronzate. Diverse, ma sempre stronzate. Fatemi scrivere ‘sta cosa per me. Non per qualche algoritmo, non per un pubblico vero o presunto. Per me. La solita non recensione che usa Returnal per parlare dei cazzi miei. Perché quando sto impazzendo scrivo un pezzo che magari altrove mi pagavano pure 20 euri, ma ne risparmio 50 di psicologo. E mi costringo ad affrontare quello che ho nella testa. Come Selene.

Che si muoia una volta sola nella vita, nella vita vera dico, è una solenne minchiata

Primo piano di Selene che fissa il vuoto di questa non-recensione di Returnal
Non lo so Ho detto tanto, ho detto poco. Ho detto qualcosa che ha un significato o è un cumulo di frasi fatte alla Francesco Sole. Non lo so. So solo che questo è il secondo loop della recensione di Returnal. Ma non so se abbia senso.

Un pensiero confortante buono giusto per la saggezza popolare o i baci perugina. La verità è che moriamo di continuo. Gente per cui sparisci da un giorno all’altro senza manco preavviso, tipo un infarto fulminante. E in effetti poi a farti male è proprio il cuore, ogni dannata volta finisci a prenderla in culo. Veleni che ci vengono inoculati a tradimento. Ti fiacchi un po’ alla volta, ogni giorno un po’ di più. Finché un giorno ti svegli freddo e non provi più nulla. È permanente. Ma in qualche modo vai avanti. A volte ti porti qualcosa, altre volte un cazzo. Immagino dipenda da quanto sei sveglio. Da quanto rifletti su tè stesso invece di perdere tempo a leggere una recensione di Returnal che tanto di Returnal non ti parla.

Se la vita fosse un roguelike. In realtà lo è, e c’ha pure il permadeath abbastanza permanente. Se il Dio in cui vuoi credere lo permette poi ricominci. Il personaggio nuovo è generato a caso, la parametria fa pure schifo al cazzo. Ma d’altronde fa schifo pure nei Giochi di Ruolo che giochi davvero, figurati in questo che sei obbligato a vivere. E quindi spendi ‘sti 60€ su Amazon, anche solo perché di listino il prezzo è 80 e l’idea di fottere il sistema ti piace. 24 ore dopo sei un’astronauta che ha deciso di seguire un radiofaro su un pianeta che non la lascia morire. Praticamente Eluana Englaro nello spazio.

E non sai un cazzo. Non sai perché sei lì, perché segui la Pallida Ombra nella speranza di tornare a casa. O di scoprire qualche segreto. O semplicemente di poter schiattare. Tipo quel cliché dell’andare verso la luce quando stai per morire. Non sai perché quando dormi dentro Helios vedi dei posti strani. Flashback di campi di grano che poi marciscono, tipo Smallville. Non sai perché c’è casa tua, la casa da cui sei scappata ad anni luce di distanza. E alla fine non è servito a nulla.

Cambiare l'orizzonte che vedi quando t'affacci alla finestra offre solo un panorama diverso per il male che hai dentro

Sam Porter Bridges da Death Stranding che sta per spararsi in testa
Non sono Kojima Non sto dicendo di posare il bastone e usare la corda. Non sono nemmeno Ghandi. È legittimo schifare un gioco, anche odiarlo. Invece di review-bombare, scrivi. Apri un podcast. Fai un video su YouTube. Lascia qualcosa.

Scappare dai problemi non è facile. Sembra, facile. È un’illusione, una frase fatta come quella per cui si muore una volta sola. Puoi tagliare con tutto e con tutti. Cambiare nazione, lingua, taglio di capelli. Anche carattere. Puoi fingere di essere un’altra persona in un posto dove non ti conoscono. Ma sono tutte cose che stanno fuori, che cambiano il modo in cui interagisci con il fuori. Non cambia cosa senti. I sensi di colpa per quello che hai detto o fatto. Le insicurezze che ti sussurrano all’orecchio tutto quello che t’ha fatto più male. Allucinazioni uditive che ti impediscono di vedere davvero chi hai davanti, che diventano quel veleno che ti fiacca un po’ alla volta.

Provi a ricominciare una nuova run, un nuovo ciclo. Ma non è cambiato sostanzialmente un cazzo. Non è accumulando etere che questa volta arriverai alla fine. Farai sempre gli stessi errori a meno che non decidi di non farli. Di evitare quelle provocazioni inutili, troppo avido per lasciare il primo bioma ed esplorare gli altri prima di averlo pulito tutto. Finché non scegli di cambiare le cose la maledizione sei tu, non è Atropo. Atropo è solo una manifestazione di tutta la merda che ti cova dentro. Almeno l’odore lo sentiamo tutti quando la tiri fuori. Per qualcuno è pure familiare, perché alla fine non sei speciale e la vita fa schifo per tutti.

A questo punto o chiudi Returnal, o chiudi questa non recensione, o vai avanti. Zero o uno. Bello o brutto. Matrix o Matrix Reloaded. Hai solo la scelta binaria, o molli o insisti. E va bene anche mollare perché non tutto deve essere fatto per parlare a te. Ti stanno sul cazzo i roguelike, vuoi i salvataggi. Volevi una roba più story driven o ti pigli male dentro quella cazzo di casa che un po’ ti ricorda la tua di casa. È difficile e sei una fichetta. Va bene, quitta. Non c’è bisogno di andare su Metacritic e fare review bombing però.

Cosa risolvi sputtanando le cose? Anche nel roguelike che t'hanno costretto a giocare che è la vita funziona così

Magari ti sfoghi. Per un po’. Poi arrivano i sensi di colpa. Poi l’Abisso si riaffaccia dietro i tuoi occhi e devi fare i conti con il vuoto che hai attorno. Dentro il vuoto c’è solo a parole, se stai così – se fai così – è proprio perché c‘è qualcosa lì dentro. Il vuoto che hai attorno sono le invidie e il rosichio perché è uscito qualcosa su PS5 e su Series X t’ammazzi di seghe. Il fastidio esistenziale di sentirsi esclusi dall’unico titolo uscito in un periodo di magra perché non sei buono a sparare. A che serve? A nulla. E allora magari anche basta.

Allora magari visto che ormai c’hai speso e ti sei speso vai avanti. Perché ne vale la pena, te lo dico io. È come la vita vera, un ciclo di morti e resurrezioni in cui puoi essere anche buildatissimo ma se incontri la persona sbagliata addio. Ma se trovi i bonus giusti sei inarrestabile. Puoi fare dei numeri pazzeschi. Superare qualunque boss, qualunque bioma, qualunque ridicola paura del cazzo. Sconfiggi il vuoto a colpi di Vuoto Implacabile. L’inferno che hai in testa che diventa più leggibile quando è un bullet hell dietro lo schermo della tua TV. A volte basta sparare. A volte la catarsi arriva giocando ad un roguelike un roguelite avete rotto il cazzo con le etichette.

La salvezza sta nelle persone. La salvezza sta nelle opere. Nelle stronzate che facciamo e nei per chi e con chi le facciamo. La salvezza sta ovunque puoi trovare la salvezza.

Devi solo iniziare a cercarla.

quanto spendere
60 /80€
bignami per pigri
Non lo so.
top&flop
> È tutto vero
> È tutto finto

> Dura troppo
> Dura poco