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La differenza tra me e te è che io coi videogiochi non uso il preservativo.

Per me non è una questione di una botta e via, un bel culo che ti fermi a guardare mentre sfila sul viale e con cui magari attacchi pure bottone, ma finisce la sera stessa. Non è una questione di tempo, di longevità. Non è una questione di giochi giocati o soldi spesi. È una questione di attitudine.

Diamo del casual gamer a chi gioca solo i Fifa e i Call of Duty, ma la verità è che i veri casual gamer sono quelli che vivono i videogiochi come una one night stand

Chi se ne sbatte i coglioni del crunch perché tanto l’importante è giocarsi Cyberpunk 2077 a Natale, chi non vuole la politica nei videogiochi perché davanti al controller vuole il cervello spento e l’encefalogramma piatto. Chi si ferma all’aspetto produttuale e vuole il giocattolo, e magari cringia pure quando si usano i paroloni da accademia. Fanno esplodere il culo anche a me, ma a volte sono necessari.

Perché è giusto dar valore al medium anche attraverso le parole che usiamo per parlarne. È ridicolo fare questo discorso parlando di preservativi, ma è così.

Fai sesso sicuro quando il rapporto è occasionale, in caso contrario beh, il goldone lo togli.

È il più intimo e banale segnale di intimità.