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Pietro "Phatejoker" Iacullo

SegheMentali La guerra alla Console War ha rotto i coglioni

Dedicato a tutti quegli hippie contrari alla Console War,
che probabilmente non conoscono la Storia del Videogiochi.

Pare che la Console War ormai sia demodé. Un residuo bellico di epoche passate dove i giochini erano ancora solo giochini, bambinate da adolescenti che in quanto adolescenti dovevano misurarselo pure pad alla mano. Adesso siamo evoluti, civilizzati. Ormai i videogiochi sono arte e la Console War non ci serve più.
Siamo migliori.

Ecco se la pensi così sappi che hai rotto i coglioni e sei pure abbastanza miope: la Console War ci serve. Oggi come non mai

La narrativa da “mettete dei fiori nei vostri gamepad” ha stracciato i cazzi. In prima battuta, perché viene predicata da chi la utilizza come arma. L’indiziato numero uno è Phil Spencer, che nel corso di questa generazione si è dato l’immagine del bravo ragazzo del videogioco.

Quello che si congratula con la concorrenza ad ogni uscita di un esclusiva, che non si fa problemi a portare Ori su Switch e addirittura festeggia l’arrivo di Cuphead su PS4. Uno che di barriere non vuol sentire parlare ed è fiero sostenitore del multiplayer cross-platform, e che insomma ha superato la fase in cui deve venderci Xbox a tutti i costi irridendo la concorrenza.

Don Mattrick? Quel tizio che al lancio di Xbox One ci ha detto che se volevamo giocare offline dovevamo comprarci la 360.

Caro Phil, se tutto quello a cui stai facendo la guerra non fossero punti a favore di Sony magari ti ascolterei pure. A parte sul multiplayer cross-platform che resta una fregnaccia assoluta. Non vuoi la guerra semplicemente perché la stai perdendo. E fino a ieri l’altro potevo pure capirti, aveva senso. Ma adesso che hai il match point tra le mani, per HiDio, schiaccia. Ti sei comprato Bethesda, e parallelamente il prezzo dei giochini sta aumentando di un deca. Inizia a martellare la gente: su Xbox vi abbonate e vi ricopriamo di gioconi della madonna gratis, quegli altri là invece vogliono solo i vostri soldi. Sony al tuo posto lo starebbe facendo ad ogni evento stampa, è davvero così importante tenere fede ad un fair play di cui non ce ne frega un cazzo? Dacci la Console War. Vendicati dell’era Don Mattrick.

Peggio di Phil, solo la stampa: non vogliono la Console War ma poi la fomentano

console war john romero game critic
Punk I videogiochi sono punk. Perché sono sempre stati il mezzo di espressione di chi si era rotto il cazzo, di chi aveva problemi dentro che doveva sfogare fuori. Chiedetelo a John Romero.

In tutto questo devo ammettere che Phil Spencer è coerente. Ha tirato una linea ed è rimasto sempre dallo stesso lato, per quanto sia quello sbagliato. Tutti gli SpaccioGames del mondo han fatto esattamente il contrario. Perchè non si contano gli editoriali ed i post su Facebook, contro ‘sta cazzo di Console War. Ci imputridisce l’utenza, dicono. Impoverisce il dialogo. Abbruttisce le community. Poi però alla prima occasione di cavalcare l’argomento per farci un po’ di click, come al solito, giù i pantaloni e ano spanato. Sviluppatori che si dissano su Twitter per decidere se è meglio PS5 o Xbox Series X, di cui ci si dimentica di dire che non sono giornalisti e possono dire il cazzo che vogliono.

Notizie che alimentano lo scontro, editoriali che dopo ogni cazzo di annuncio fanno il punto della segnalazione per capire chi sta vincendo. Vorrei capire cosa stracazzo predichi, allora. Stai zitto e arraffati i tuoi click in silenzio, visto che la Console War che combatti a parole e non nei fatti è quella che tiene in piedi il mercato. Puoi fare il parruccone quanto ti pare, ma la verità è che i videogiochi sono punk. È una forma d’arte in aperta protesta con tutto, uno spazio libero dove anche gli adulti possono regredire. Perché dovremmo far finta di essere evoluti, quando le cose migliori che l’industria ci ha dato sono proprio le bambinate?

Dai commercial alle strategie, la Console War tira fuori il meglio dalla tecnologia. Come ogni fottutissima guerra

Tutti i movimenti più significativi della storia dei videogiochi li dobbiamo alla Console War. PlayStation è nata grazie alla Console War, al tradimento di Nintendo che preferisce accasarsi con Philips e tirare fuori Hotel Mario e un po’ di cagate per CD-i. Senza PlayStation, i videogiochi sarebbero rimasti giocattoli, roba da vendere ai bambini. Al massimo a qualche stronzo più grande in America, dove Sega ci aveva visto lungo, peccato che Tom Kalinske in Giappone non lo volevano ascoltare. Rinunciare alla Console War vuol dire anche rinunciare ad Xbox, alla discesa in campo nei giochini di Bill Gates perché Sony stava vincendo pericolosamente tutto. E senza una concorrenza terribile PlayStation 4 sarebbe assomigliata tantissimo a PlayStation 3, ad oggi la console peggiore mai prodotta da Sony. Abbiamo visto cosa fa il monopolio al settore. Davvero vogliamo rinunciare ad un po’ di sana guerra?

Ma il più grande merito della Console War è comunicativo. È l’equivalente del dono dello Spirito Santo – o di Quake. Perché i videogiochi sono punk, l’ho già detto. E non c’è nulla di più punk delle campagne pubblicitarie legate ai videogiochi. Genesis does what Nintendon’t. Non sottovalutate la potenza di PlayStation. La seconda miglior cosa da fare al buio… Cristo, la Console War ha costretto anche Nintendo a tirare fuori delle pubblicità geniali. Anche Nintendo.

console war nintendo la seconda miglior cosa da fare al buio
E voi davvero volete dire no alla Console War?

È una questione di libertà creative dalle quali guadagnamo anche noi. Perché se Sony si permette di scontare PS4 al Day-One di Switch per rompere i coglioni, è grazie alla Console War. I videogiochi sono anche e soprattutto questo, l’ultima frontiera dove gli adulti tornano ad essere bambini, anche sui cartelloni pubblicitari. Un mondo dove puoi prendere per il culo i tuoi avversari con un video che mostra come prestare i giochi su PS4 o decidere che se Mario è il Topolino dei giochini beh, allora la nostra mascotte deve esserne il Bart Simpson.

La Console War è parte integrante del nostro retaggio. Delle nostre tradizioni. Fate pace con quello che siamo…