Lunediscord #1: Je suis Valve

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Castle Crashers Remastered esce su Switch, confermando i miei sospetti.

A questo punto è chiaro, l’ibrida di Nintendo è una console maledetta. L’uscita di Castle Crashers Remastered su Switch, oggetto di questa recensione, è solo l’ennesima conferma di un sospetto che mi porto dentro dal 3 marzo 2017. È una short-story dell’orrore, una zampa di scimmia che realizza i desideri ma si dimentica di avvisarci che il prezzo sarà troppo alto.
O forse era la trama di un episodio di Rick and Morty, non lo so più…

Nintendo Switch ti permette di giocare dove vuoi a quello che vuoi... A patto che sia roba uscita una generazione fa

Eccola, la nostra maledizione. Possiamo giocare a tutto quello che ci pare, quando e dove ci pare, ma deve essere roba uscita prima del 2014. Condannati a viaggiare una generazione indietro, a rivivere in loop sempre le stesse esperienze, a rileggere sempre le stesse considerazioni sui portali di informazione. E il problema è che non siamo semplicemente vittime, ma anche complici. Perché in fondo rigiocare sempre gli stessi giochi ancora e ancora non ci dispiace, anzi. È l’equivalente nerd di entrare in un bar e ordinare il solito, andare dal parrucchiere e chiedergli lo stesso taglio che ci facciamo dalle scuole medie. Ristagniamo in una pozza di fango che abbiamo scavato noi stessi, e lo facciamo proprio (ri)giocando a Castle Crashers su Switch, leggendo l’ennesima recensione che ci dirà quello che sappiamo già sul gioco.

Perché cosa vi devo dire io, adesso, di questa ennesima uscita di Castle Crashers? È Castle Crashers ed è su Switch. Potremmo chiudere tranquillamente qui la rece e tornare a giocare. Lo sapete già benissimo, che è un gioco che è entrato nella storia recente dell’indie a colpi di ignoranza, cervi che si cacano addosso e insomma, uno stile videoludicamente scorretto che su queste pagine non possiamo che sostenere. Avvii la partita ed immancabilmente la memoria fa rewind – perché non si può scappare dalle versioni precedenti – e torni nel giro di un caricamento a quel 13 luglio 2011, quando il gioco è finito su PlayStation Plus. Perché facendo i conti della serva, se adesso sei attorno ai 30 quel giorno avevi 22 anni e di conseguenza le pezze al culo, per cui Castle Crashers te lo sei giocato la prima volta lì.

La scelta era tra studiare Analisi Matematica o giocare a Castle Crashers. Avete giocato a Castle Crashers.

E sei arrivato pure fino in fondo, perché era molto più facile convincere un amico a giocare assieme. O anche altri tre, meglio ancora altri tre: la scelta era tra studiare Analisi Matematica o giocare a Castle Crashers. Sticazzi se la prospettiva in-game era pessima e quella fuori dallo schermo pure, perché c’erano zero probabilità di arrivare al 18. Sticazzi se poi qualcuno non aveva PS3 per giocarci anche da casa, tanto su Steam costava meno di due banane e aveva dei requisiti del cazzo. 8 anni dopo le cose non sono cambiate, su Switch Castle Crashers occupa 153 MB, te lo puoi scaricare anche se non hai una scheda SD enorme.

Kojima piscia in diretta, The Behemoth fa la cacca. C’è della poesia anche nelle secrezioni.

E per una volta i Joy-Con non sono un limite ma una possibilità, perché hai automaticamente a disposizione un controller decente per il Player 2 e basta che un altro di quei ex-pezzaculari dei tuoi amici abbia speso male i suoi soldi per poter riunire la banda e giocare in 4. Anche se avete già finito il gioco assieme e lo conoscete a memoria, perché quelle due novità in croce incluse (un paio di nuovi personaggi e una pseudo modalità puzzle/rythm/strana) bastano. Il feeling è sempre quello, un evergreen immediato a riprova che la tecnica invecchia, l’arte no.

E che forse quella di Switch non è una maledizione, ma una nostra necessità che proiettiamo su questa occasione commerciale di Nintendo per guadagnare royalties dove hanno già mangiato Sony e Microsoft: la necessità di dire “grazie” a degli sconosciuti che, inconsapevolmente, ci hanno regalato ore e ore di gioco.

quanto spendere
10€ /15€
bignami per pigri
È Castle Crashers, ma su Switch. Va giocato con almeno un amico e la prospettiva a 3/4 vi farà inevitabilmente bestemmiare, ma è un'esperienza che comunque rifarete. Perché in fondo avete un cuore e a quegli scappati di casa videoludicamente scorretti di The Behemoth volete dire grazie, per le ore di gioco che vi hanno regalato una generazione fa. E non si sa mai che scappi la partitina-lampo improvvisata al bar, o in macchina, assieme agli amici di una volta.
top&flop
> Grazie, The Behemoth
> Videoludicamente scorretto
> Un sacco divertente

> Soliti problemi di prospettiva
> Ne hai già 4 versioni, ti serve davvero la quinta?