Lunediscord #2: Death Stranding, prima parte

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Cosa resta di Nintendo Switch, due anni e spicci dopo il day one?

Parental Advisory: il seguente articolo contiene violenza, linguaggio scurrile, discriminazione e insomma, se lo state leggendo tramite la vostra Nintendo Switch il Filtro Famiglia dovrebbe bloccarlo. Perché Nintendo tiene i nintendari sotto una campana di vetro immune da DLC, microtransazioni e da qualunque gioco uscito dopo il 2015. Mi è venuto un dubbio però, vuoi vedere che è per quello che non trovo il browser su ‘sto accrocchio? Lo hanno sicuramente aggiunto in questi due anni, è che ho il Parental Control attivo per qualche scherzo del cazz… Ecco, tolto. Adesso vedrai che l’iconcina dell’Internet salta fuori. Torniamo alla dashboard ed ecc…Ancora niente?!? MAPORCOD*BEEEEEEEEEP*

Quanto mi stai sul cazzo, Nintendo Switch? Dimmi la verità, sei un aggeggio che ha viaggiato attraverso le dimensioni parallele, arrivato da noi da un mondo popolato da sole scimmie che fino a prima del Day One giocavano allegramente a schizzarsi di popò a vicenda (che effettivamente sembra un’attività molto più divertente rispetto a giocare 1-2 Switch). Perché davvero, l’unica giustificazione che riesco a darmi di alcune mancanze di cui mi lamento dal day one, e a cui il nintendaro medio mi risponde “ma stai zitto, sporco sonaro“, è la mancanza dei pollici opponibili di queste scimmie.

Iniziamo dal fottuto selling point, cioè “gioca dove vuoi, a casa o fuori”. Benissimo, secondo la Legge di Cristiano*, il rumore attorno a te aumenta man mano che ti allontani dal divano. Va da sé che per poter godere dell’esperienza migliore su Nintendo Switch, considerando che il sonoro è letteralmente la seconda cosa che subisci di un videogioco, avere un paio di buone cuffiette è fondamentale. Bene, Nintendo Switch se ne sbatte e non supporta nessun tipo di dispositivo bluetooth in questo senso, dalle casse (che sarebbe figo poter usare, quando si improvvisa un torneo di Mario Kart 8 Deluxe in corriera) fino agli headset. Collegate qualcosa che abbia un jack da 3.5mm, come se avessimo per le mani un maledetto Walkman.

*il nome me lo sono appena inventato perché faceva rima. Non sottilizzate, su

La Legge di Cristiano: il rumore attorno a te aumenta man mano che ti allontani dal divano

Mi dite vabbè, ma non siamo tutti nerd del cazzo malati per la tecnologia del cazzo. A noi il jack da 3.5mm va benissimo, usiamo le cuffiette del telefonino (dite così perché non avete un iPhone, infami), non è ‘sto grosso problema. Ok, posso starci. Cioè, vi farei giocare 10 minuti su PiEsseQuattro usando un headset decente (tipo boh, il Gold Headset che costa pure relativamente poco) per farvi ascoltare la differenza, ma capisco. Vivete ancora dall’altra parte dello specchio e volete rimanerci. Parliamo un po’ di Netflix, allora. Parliamo un po’ del perché, in nome di tutti gli Dei mai venerati in 200 mila anni di storia, nessuno si sia ancora preso la briga di portare l’app di Netflix su eShop. App che ricordiamolo, c’era su Wii, su Wii U e pure su 3DS e i suoi due schermi con una risoluzione ridicola, ma continua a mancare su quello che di fatto è l’anello di congiunzione tra tablet e console da gioco. “Arriveranno per tempo“, ci hanno detto a marzo 2017. E con tutta la critica impegnata a chiedersi se Breath of the Wild fosse il miglior gioco di sempre (spoiler: non lo è), la faccenda è stata liquidata così. Due anni e mezzo dopo sono già usciti tutti i titoli di richiamo della piattaforma e il mantra “prima i giochi” potrebbe tranquillamente considerarsi esaudito, e non mi pare che la situazione sia cambiata. La verità, la dura verità, è che a Nintendo non gliene frega un gran cazzo, visto che continuiamo a comprare qualunque merdata abbia il loro logo sopra senza fare storie — ma solo se c’è Super Mario nel nome, eh, ‘che gli esperimenti creativi devono morire male se non sono mainstream. E in tutta coscienza? Hanno ragione, perché la loro utenza ha dimostrato negli anni di essere disposta a mangiare qualunque tipo di merda e a dire pure grazie. E i Codici Amico sono lì a testimoniarlo.

anche in Uzbekistan la vita costa poco, eppure...

Era un sistema anacronistico già su Wii. Un codice diverso per ogni gioco, da comunicare ai propri amici in qualche modo — party chat? Messaggi privati? E che siamo, su Xbox 360? Nintendo mette le persone davanti a tutto e vi obbliga ad una comunicazione analogica. Vabbè, andrà meglio alla prossima, come in un titolo Game Freak dove puntualmente poi la prossima non risolve un gran cazzo. L’unico progresso è stato che 3DS, Wii U e Switch adesso hanno un codice unico per la console, invece che settordici codici diversi in base al gioco. Ma il fatto che in due generazioni e mezzo non esista ancora il concetto di Gamertag e ci abbiamo fatto registrare dei Nintendo Network ID fondamentalmente per infilarceli nel culo, dovrebbe incarognire la gente. Soprattutto perché cazzo, adesso su Switch gran parte delle feature online richiedono un abbonamento. “Eh ok, ma costa poco. È giusto che non sia come PlayStation Plus”. Anche in Uzbekistan la vita costa poco, però sono abbastanza sicuro che non è un posto dove vi trasferireste. Di fatto stiamo pagando poco per un servizio arretrato, che offre un paio di titoli NES ogni tanto — e tanti saluti alla Virtual Console, poi lamentiamoci se la gente ricorre alla pirateria — e non ha messaggi e chat audio se non tramite l’app per smartphone. E se proprio devo usare un’app, ti pare che a quel punto non uso Discord, cross platform e senza abbonamento?

In tutto questo so già cosa vorresti obbiettare, caro nintendino medio che sta leggendo questo articolo e non vede l’ora di dirmi che non ho capito un cazzo, metastasi di una società che sta andando a troie su così tanti livelli che verrebbe da dire sticazzi dei videogiochi, se non fosse che ci sono rimasti solo quelli. I giochi Nintendo sono bellissimi, per cui dovrei stare zitto e ingoiare il resto. Da brava puttana che non può che aprire le gambe quando sente le parole “The Legend of Zelda”.

I giochi Nintendo sono bellissimi, per cui dovrei stare zitto e ingoiare il resto. Da brava puttana che non può che aprire le gambe quando sente le parole The Legend of Zelda

Ne vogliamo parlare sul serio? Benissimo. Abbiamo avuto un primo anno fenomenale, a mani basse il miglior primo anno di vita per una console in tutta la storia dell’industria, in un anno (il 2017) che passerà alla storia come una delle annate migliori di tutta la storia dell’industria anche per questo. Breath of the Wild non sarà il miglior gioco di sempre, che rimane Super Mario 64, ma è la summa di 25 anni di videogiochi a tre dimensioni. Se qualche niubbo vi chiede “ok, ma cosa può fare un videogioco?” Breath of the Wild è la risposta più esaustiva che potete dargli. Super Mario Odyssey, razzismo a parte, è un ottimo Super Mario 3D, infarcito di quella NES-stalgia che ci riporta alla nostra infanzia su Super Nintendo e Nintendo 64. È un potere che ha solo Nintendo, perché solo Nintendo è stata così parte della nostra esistenza da influenzarci da quando abbiamo preso un pad in mano ed ha ancora abbastanza soldi per farlo adesso che siamo alla soglia dei 30. Splatoon 2 è il sequel di un vero e proprio fenomeno nascente, una reinterpretazione in salsa N dello sparatutto in cui l’obiettivo non è sparare agli altri, puoi farlo ma è più utile fare dell’altro. Geniale, non sono sarcastico. Il problema della partenza turbo è che però finisci subito la benzina, e una volta che ti sei già giocato tutte le killer application nel secondo anno di vita ti restano Pokémon Let’s Go a Fanculo e l’enciclopedia di Smash Bros. E nel terzo anno fondamentalmente giochicchi con il tuo membro, sperando che Astral Chain sia figo come Bayonetta e/o Vanquish e non la terza cosa meh in esclusiva Nintendo dopo MadWorld e The Wonderful 101. E sappiamo tutti che chi vive sperando dovrebbe fare testamento e girare con la carta igienica nel borsello. Quindi sì, i videogiochi di Nintendo sono bellissimi, ma prima o poi finiscono

E ti restano solo i porting scarsi e venduti a prezzo pieno di roba già giocata due generazioni fa.

quanto spendere
200€ /330€
bignami per pigri
Solita vecchia storia, Nintendo si conferma una masnada di artisti del software, che però inciampa quando si esce dalla loro zona di confort. L'equivalente della Juventus che finché si tratta di Serie A cammina sopra chiunque e poi in Champions arriva al massimo in finale, per poi perdere malissimo e con disonore. Se amate i videogiochi, come al solito, non potete non passare anche per Nintendo Switch. Ben sapendo che però, se amate il medium a tutto tondo e non vi bastano i bei giochi (e non dovrebbero bastarvi), a due anni e spicci dal day one restano solo un sacco di bestemmie.
top&flop
> Mai giocato così bene al cesso
> Un sacco di software fighissimo...

> ... Uscito tutto nel primo anno
> AHAHAHAHAnacronistica
> I Nintendari sono dei fondamentalisti