Ep. 27: Il videogioco come viaggio astrale (e <i>sega mentale</i>)
Avrei voluto scrivere la rece dell’altra versione di Pokémon Let’s Go, che logicamente è Pokémon Let’s Go a puttane.

Perché fanculo, il senso di Gameromancer è poter dire le cose così come le penso. Grezze. Senza filtro – e quindi più cancerogene. Poter essere videoludicamente scorretto, insomma. Perché (di nuovo, fanculo) Game Freak ha rotto il cazzo. Ha rotto il cazzo a propinare sempre lo stesso gioco dal ‘96, andando a svecchiare e a migliorare il gameplay  – anche se poi nel capitolo dopo le nuove feature spariscono a caso – ma lasciando tutto il resto all’epoca di Game Boy. E gli edifici non in scala, e le dissolvenze a nero al posto delle animazioni, e il post-game che è stato davvero decente solo in Oro e Argento (e remake). 3DS faceva girare Smash Bros, Game Freak non è riuscita a non far laggare i combattimenti con il 3D attivo. Capisci che se poi se ne escono con Pokémon Giallo 25 anni dopo e pretendono di venderlo a prezzo pieno, i coglioni girano.

Quindi ecco, mi sarebbe piaciuto scrivere la rece di Pokémon Let’s Go a puttane. Ma Game Freak nonostante tutto la serie non ce l’ha mandata, a puttane.

Però un grosso e sentitissimo fanculo se lo merita tutto

La buona notizia è che l’industria ha deciso che gli anni ‘80 hanno scocciato. Basta laser, neon, spalline improponibili, disco e capelli afro. La cattiva notizia è che è partito il grande riciclo degli anni ‘90, e cosa grida più anni ‘90 di Game Boy? E cosa grida “Game Boy” più di Pokémon? (risposta: il Tetris, ma pare che quello l’avessero già prenotato).

Nintendo ci vuole bbene, non come quelli che fanno i DLC. #einfatti

Immagino che il ragionamento dietro questo remake/reboot/re-checcazzoneso di Pokémon Giallo sia stato questo: lì fuori è pieno di gonzi che nel ‘96 viveva il pieno dell’infanzia e ha ricordi felici legati ai Pokémon, al cartone o ai videogiochi della serie. Gli scambi, i tornei con il cavo link a ricreazione, i capricci per farsi comprare le figurine/lo zaino/il gioco/comprami tempesta d’ossa o va all’inferno. (Ri)vendergli un pezzo della loro infanzia a 70 euro  – più la tassa sui nerd che risponde al nome di Poké Ball Plus, ma Nintendo ci vuole bene e mica vende i giochi a pezzi, figurati – è sembrata una buona idea. E commercialmente lo è, perché è vero che lì fuori è pieno di gente che si è giocata solo i primi capitoli della serie e ciaone e che adesso ha abbastanza soldi da comprarsi da sola i giochi e un ricordo abbastanza nostalgico a fare da grilletto sul tasto acquista di Amazon.

E sempre da questo punto di vista poteva aver senso semplificare alcune meccaniche di gioco, togliere le abilità dei Pokémon (posto che cazzo, bastava inserire una Torre Lotta o qualcosa di simile per accontentare pure i giocatori core), come poteva aver senso copincollare il sistema di cattura da Pokémon GO, che l’hanno scorso per 10 minuti hanno giocato praticamente tutti. Funziona in modo abbastanza random e porta a qualche smadonnamento di troppo, ma nel complesso alleggerisce l’esperienza.

Dopo la lega? Praticamente un cazzo, c’è giusto quella fuffata degli specialisti a cercare di tenere vivo il gioco. Meh..

A far gridare al fanculo non sono le cose nuove, ma (nemmeno poi così troppo) paradossalmente quelle vecchie. O perché sembrano più vecchie che mai o perché Game Freak le ha inserite alla cazzo di cane. Nella prima categoria finisce di prepotenza il box, che senza giri di parole è un fottuto casino: Pokemon Let’s Go punta molto sul concetto di acchiappali tutti – personalmente, era da ANNI che non avevo davvero voglia di catturare pokemon selvatici – visto che è il modo più veloce per fare esperienza, e di conseguenza ben presto il PC di Bill si riempie di doppioni. Che poi doppioni non sono, perché se è vero che sono sparite le abilità le nature (per esempio) sono rimaste, e tra una bestia e l’altra cambiano le dimensioni – conta come lo usi, il pokemon, ma visto che hanno introdotto le taglie tanto vale usarle. Bene, l’interfaccia fondamentalmente se ne frega di tutto questo e fa il possibile per rendere macchinoso il riconoscimento dei mostriciattoli da abbandonare (pardon, inviare al prof. Oak in cambio di caramelle).

Nella categoria “funzioni implementate a cazzo di cane” titaneggia su tutti i candidati l’online. Dimenticatevi la TGS: per scambiare online bisogna inserire una password di tre pokemon da condividere con l’amico con cui si intende comunicare, sperare che nessuno abbia scelto la stessa combinazione e poi connettersi. E vale lo stesso per le battaglie. Una parola (oltre al ricorrente fanculo): Perchè?

Pokemon Let's GO Pikachu! - Nintendo Switch
Consigliato a: 20€
Su amazon: 39,99€
Altra cosa da chiedersi è perché da un po’ di capitoli a questa parte Game Freak punti ossessivamente su rivali amichevoli. Blu era un pezzo di merda, faceva il possibile per dare fastidio a Rosso e proprio per questo aveva carattere, e continua ad averne anche in questo adattamento (dove si, non si gioca nei panni di Rosso). Praticamente da Perla/Diamante in poi, il rivale si è ridotto ad una macchietta, un personaggio buono come sparring partner e spesso e volentieri anche troppo di supporto. È un fenomeno che in Let’s Go esplode, anche e soprattutto per contrasto rispetto all’originale Giallo e alla presenza dello stesso Blu nel gioco, che per quanto cresciuto (è più vicino a quello che si era visto in Oro e Argento, che in Blu e Rosso) è ancora lui. Cioè, è ancora uno stronzo, ma di quelli per cui fare il tifo. Tutto questo per dire che in pratica quello che si temeva mandasse a puttane la serie, le aggiunte e le semplificazioni, in realtà funziona. Vedere finalmente i pokemon nell’overworld e non avere più gli incontri casuali a rompere le palle durante l’esplorazione migliora parecchio… beh, l’esplorazione, e al di là del fatto che l’interfaccia del PC di Bill sia rimasta al 1996 poterci accedere in qualunque momento aprendo il menù è una grandissima cosa.

Mettendo insieme tutto questo alle "novità" di Sole e Luna, avremmo avuto tra le mani un gioco che poteva almeno farci fingere l’orgasmo di un RPG vero

la solita paraculata

Così come sono i due titoli invece rimane la considerazione che venduti ad un prezzo budget parleremmo di due spin off leggeri, anche abbastanza gradevoli. Venduti a prezzo pieno (con l’aggravante che per avere Mew bisogna cacciare altri 50 carte) il fanculo è d’obbligo. Come sarà d’obbligo se anche il prossimo titolo della serie – come mi aspetto – cadrà nei vecchi difetti, dimenticherà metà di queste nuove feature (e magari anche qualcuna di Sole e Luna) e dimostrerà ancora una volta che Game Freak non è interessata a crescere, tanto noi stronzi i soldi glieli diamo lo stesso. E che il fatto che Let’s Go non fosse un capitolo principale era solo una paraculata.

quanto spendere
20€ /70€
bignami per pigri
Un buon titolo, se proprio siete dei drogati di Pokémon e non vi da fastidio l'atteggiamento da bimbi sperduti di Game Freak. Ma sicuramente non da prendere a prezzo pieno: cioè, stiamo sostanzialmente parlando di un remake di Pokémon Giallo che contenutisticamente non va nemmeno poi così oltre Pokémon Giallo... E costa di più della cartuccia per Game Boy.
top&flop
> Le novità funzionano bene...

> ... Ma tanto Game Freak 9 su 10 le toglierà dai prossimi
> Online indecente