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Zerocalcare a Lucca Comics 2019 mi ha provocato disgusto.
Ma non nei confronti dell’autore…

Il trattamento che abbiamo riservato a Zerocalcare al Lucca Comics 2019 mi ha ribadito per l’ennesima volta una cosa. Non siete dei mecenati, anche se vi credete tali. Ma procediamo con ordine.
Il Lucca Comics è, per me, un rituale mistico-religioso. Una festa pagana nella quale per cinque giorni posso vivere le mie passioni interamente libero da pregiudizi e preconcetti. Da imposizioni di una società che ancora fa fatica a comprendere che quello che mi piace è cultura ed è arte. Sono contento che negli anni la fiera abbia raggiunto un pubblico vastissimo, con numeri da record, e che parte di quel pubblico non sia appassionato “hard-core”. Sia chiaro, la cultura deve essere sempre inclusiva e mai esclusiva.


Per approfondire:
Non ci meritiamo un cazzo

Ma come arriviamo a Zerocalcare, in questa Lucca Comics 2019?

Zerocalcare non ha bisogno di presentazioni. Le code per i suoi firmacopie sono talmente lunghe che quel pover’uomo, per accontentare tutti, si incatena allo stand vivendo d’aria e plumcakes. Nonostante incontrare i fan sia solo una piccola parte del suo lavoro in fiera.

L’altro ieri gli sopraggiunge un impegno dell’ultimo minuto, è costretto ad andare via. Non può accontentare tutti. Con la morte nel cuore, a quelli più in fondo alla fila comunica che non potrà realizzare i disegni sulla quarta di copertina come suo solito, ma solo le firme.

Nessun problema, mi dico io in coda. Dietro di me si scatena l'inferno.

Cronanche dalla pagina Sulla figura dei Mecenati avevamo scritto una riflessione sulla nostra pagina Facebook, il diario polemico di Gameromancer. Prendete e leggetene tutti.

Persone che ESIGEVANO un disegno, qualcuno addirittura due o tre, solo perché erano in coda da un’ora. Hanno accusato Zerocalcare di essere in malafede, un imbroglione. Per una cazzo di firma.

Ecco, mi sono incazzato e vergognato profondamente. Perché questa idea dell’artista come una macchina a disposizione del cliente è svilente per l’opera e per la corrente culturale in cui si inserisce. Perché la logica del “pago-pretendo” (che da milanese conosco molto bene) non ha NULLA A CHE VEDERE con l’arte. Perché se pensi che un povero stronzo sia al tuo servizio come un Mecenate di stocazzo, perché gli compri un fumetto, non solo sei uno strafottente pezzo di merda, ma non hai a cuore il valore dell’opera.

Non ami il medium.

Avvallando le tesi di quegli stronzi per cui Comics&Games (e mettiamoci dentro anche i videogiochi) sono solo passatemi per sfigati.

Non siete migliori di quelli che vi perculano. E non vi meritate un cazzo.

Questo articolo è frutto dell'iniziativa Crowdsourcing sovversivo di Gameromancer. Che è 'sta cosa?