Lunediscord #1: Je suis Valve

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Siamo la malattia degenerativa che finirà per uccidere qualsiasi medium.

Non lo ammetteremo mai, ma siamo il tumore del mondo videoludico, anzi, di ogni forma di arte. Dicasi tumore, in modo banale e semplicistico, la crescita incontrollata e scoordinata di un gruppo di cellule che possono portare ad una vasta serie di conseguenze, a volte anche fatali. Ma andiamo per ordine, permettetemi di fare una piccola parentesi storica e di bussare ai vostri schermi per parlarvi brevemente di un capitolo della vita del mio Dio, che all’anagrafe potrete trovare come Hideo Kojima.

Tele-Hideo The Phanom Pain è la “parte 2” di Metal Gear Solid V, uscita nonostante tutto incompleta. Ma a differenza di quello che vi dice l’Internet, non è il finale quello che manca.

Il buon Maestro, ad un certo punto della sua prima (?) venuta sulla Terra, viene licenziato da Konami. Brevemente: Konami attraversava momenti di crisi (non che ora navighi tranquilla nell’oro) e produrre un gioco Tripla-A al pari di The Phantom Pain non ha fatto altro che drenare ancora di più la società. Questo ha fatto sì che le due parti cominciassero ad allontanarsi con Konami probabilmente stanca di dover spendere un botto di soldi per i progetti di Hideo Kojima, che produceva un gioco ogni 6/7 anni (almeno per quel che riguarda i titoli più grossi). Fatto sta che nel 2015 il Maestro e Konami si separano, cancellando di fatto il progetto ambizioso di rilancio di Silent Hill di cui si stava occupando Hideo insieme a Guillermo Del Toro. Basta, fine. L’uomo che ha dato il via ad una delle saghe migliori dei nostri tempi ridotto a zero. Aveva perso tutto. Quand’ecco che il Maestro è risorto. E il lieto evento si è manifestato sul palco dell’E3 nel 2016, annunciando il suo nuovo progetto per Sony. DEATH STRANDING. Perchè tutto sto pippone enorme sulla storia del nostro divino? Perchè con Death Stranding abbiamo l’emblema di ciò che siamo diventati.

Hideo Kojima è un Gesù Cristo 2.0, morto (licenziato) per i nostri peccati perché il pubblico preferisce incensare Barabba

Hideo Kojima, un uomo che credeva di aver perso tutto e che ha dovuto ricominciare quasi dal nulla, è stato criticato fin dal primo trailer. Le accuse? “Eh, ma non si capisce nulla!” “Ma la trama?” “Vabbè, non ha niente in mano, uscirà per PS5 e nemmeno al lancio”. Che poi, da un teaser che ti aspetti, di vedere il finale? Un teaser deve catturare l’attenzione, far parlare di sè. E via, due anni a sentire sempre le stesse cazzate sul fatto che non si sia mai visto nulla e che Koji faccia finta di lavorare. Ma ad un certo punto, un pò all’improvviso, ecco un nuovo trailer (fighissimo) con data finale. E lo mette in culo un pò a tutti, perché è Novembre 2019. Quindi andata, basta critiche, no? Esce il trailer che dice quando potremo giocarci e tutti muti, giusto? Ovviamente no, perché siamo una massa di stronzi fumante. “Eh, ma non si capisce nulla!” “Ma la trama?” “Del gameplay non si vede nulla!”. Ora, quello che non capiamo, è che se un autore decide di non farvi sapere nulla, ha il DIRITTO di non farvi sapere nulla e voi non siete nessuno per avanzare pretese. Ah, piccolo spoiler, a voce bassa: i trailer servono per far vendere di più, non perché avete un qualche diritto a sapere chissà cosa, figli della merda. Ma poi, dopo tutto questo iter che ha subito quest’entità divina, volete veramente rompere su cosa si è visto e cosa no? Questo dalla polvere vi sta dando un possibile GAMECHANGER e veramente dobbiamo parlare del fatto che sappiamo poco o nulla del gioco? L’amore per questo mondo dove lo mettiamo? Massa di egoisti.

I trailer servono per far vendere di più, non perché avete un qualche diritto a sapere chissà cosa. Figli della merda

Death Stranding
Su amazon: 59,99€
Vogliamo tutto e subito, vogliamo sapere ogni dettaglio di un gioco mesi prima che esca. Ci stiamo perdendo il gusto di scoprirlo sul serio, un gioco fatto come si deve. Siamo un branco di bambini viziati. Siamo quelli che criticano CDPROJECKT RED, cioè micacazzi, perché ci ha fatto un gioco in FPS e a noi non ci va bene, anche se non lo abbiamo nemmeno provato. Siamo quelli che se un finale non ci piace rompiamo il cazzo sui forum e con petizioni per farcelo cambiare. E chissenefotte se l’autore l’ha pensato così, quello stronzo deve fare quello che diciamo noi. Siamo quelli che non vivono più tutto questo con il cuore in mano, infatti chiediamo a piccoli sviluppatori indipendenti di pagarci se vogliono una recensione. Non sappiamo apprezzare il lavoro dietro le quinte. Sapete cosa? Non ci meritiamo un cazzo di niente, men che meno scrittori/registi/sviluppatori che tentano la strada più difficile per sorprenderci, emozionarci, farci amare questo mondo. Poi, però, non meravigliamoci se le prossime release saranno copia/incolla di altra roba.

Siamo un tumore contagioso che aumenta di volume, uno di quelli difficili da operare.

E rischiamo di uccidere l’intero medium che amiamo così tanto…

Questo articolo è frutto dell'iniziativa Crowdsourcing sovversivo di Gameromancer. Che è 'sta cosa?