Ep. 39: Ai confini etici della Realtà Virtuale

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Multiplayer dice che i videogiocatori non si informano,
io dico che è solo lo spot elettorale di un sito morente.

Secondo Multiplayer.it i videogiocatori italiani non si informano. Lo dicono a ragion veduta (dicono), perché è un dato che emerge da uno studio commissionato da loro. Qua sono un po’ in dubbio, non so se voglio linkare certe porcherie su Gameromancer. Dovremmo cercare di non dare visibilità a certa disinformazione, noi che siamo videogiocatori che si informano.
Al diavolo, beccatevi ‘sto cazzo di link.
Ma tornate qua quando avete letto, eh. Che c’è un bel rant tutto per voi.

i videogiocatori non si informano studio discutibile multiplayer
Lo so, che non avete cazzi di aprire il link. Scherzavo, ecco l’infografica

Fatto? Ok. Rispondetemi onestamente.

Sono io, o è uno studio così sbagliato che quasi quasi era meglio continuassero a riportare meme come se fossero news?

Di Occam? i videogiocatori non si informano, concorda pure il dr coxNo, non è una bestemmia. Vuol dire semplicemente che se senti rumore di zoccoli, è difficile che sia tua madre una zebra.

Prima cosa: il campione intervistato è di 800 persone. Che nell’era dei Big Data è un modo molto 1.0 di fare indagini statistiche, soprattutto quando poi ti vanti di essere un portale che raggiunge una milionata di lettori ogni mese. Lettori che immagino hai deciso di non utilizzare sia mai che siano videogiocatori che effettivamente si informano, ma non entriamo nel complottismo. Ma al di là di quello, ci tengono a specificare che il campione è stato scelto attraverso “una stratificazione proporzionale multipla, basata sui caratteri di sesso, età e area geografica”. Tutto molto bello, peccato che si siano prese in esame solo persone dai 18 anni in su

Escludendo tutta la fascia dei giovanissimi e dei proto-adolescenti, è palese che il campione risulti falsato. È la fascia che si informa attraverso gli influencer, che nello studio in oggetto (e come ti sbagli) vengono presentati come meno importanti dei siti specializzati e addirittura dei forum online. Lo ridigito di nuovo, perché non ci credo: forum online. È di nuovo il 2006 e non me ne ero accorto. Oppure d’improvviso siamo diventati tutti dei cazzo di nintendari col feticcio del vintage. Non c’è altra spiegazione. Salvo vabbè, il banale Rasoio di Occam che ci fa pensare che lo studio spinga l’idea che questi fantomatici influencer siano fumo degli occhi. “Guarda mamma, siamo noi a vendere i giochini ai videogiocatori che non si informano”. 

L’informazione che non si informa pretende di informare chi legge

Ma non è finita qua: dopo questo mirabolante studio commissionato ad-hoc, vorrai farci contenuto, no? Dopotutto hai comunque investito tempo e risorse, per avere sotto le dita questi dati. Ne farai buon uso. Cioè, al di là degli squallidi e subdoli proclama elettorali autoriferiti (che tra l’altro qua su Gameromancer facciamo pure con più stile, e senza fingere che non siano marchette). Magari ne verranno fuori approfondimenti. Video. Podcast. Dibattiti.

#Einvece. Il contenuto prodotto è stata una news di merda dal titolo provocatorio.

Una news che dà per scontato che informarsi su quello che si sta andando a giocare sia un obbligo. Non informarsi sul medium, non su cosa succede nell’industria. No; se sei un giocatore devi informarti sul videogioco che stai comprando. Devi essere proiettato all’oggetto, all’uovo oggi. Casualmente, l’uovo oggi è proprio quello che poi questi portali confezionano come prodotto principale. Mappensaunpo’. Quello che più mi fa incazzare è questo: sei un portale che si presume voglia far informazione. Viene fuori dallo studio che hai commissionato tu stesso, che conti meno di “Amici e familiari” e “Social media”. Mi aspetterei una cazzo di riflessione sul perché, un po’ di autocritica. Se proprio vuoi far passare il messaggio che l’informazione sia fondamentale (e i portali di conseguenza), mi aspetterei un editoriale sul tema.

Invece mi propini una news del cazzo, dove tra l’altro scrivi pure che “del resto la maggioranza dei giocatori italiani utilizza lo smartphone per giocare”. Come se fosse una colpa, un delitto da consumare con vergogna nel cuore della notte. Chiaro che i videogiocatori non si informano, è gente che gioca sui telefonini. Lo sappiamo tutti che sui telefonini non escono i giochini belli, ma solo gacha succhiasoldi pieni di banner pubblicitari. Però oh, quando esce l’esperienzona artistica alla Monument Valley o il Tripla-A sfacciato alla Infinity Blade, giù le brache e pronti a lavorare di bocca sul prepuzio dei dev. Se è questo, quello che producono i sedicenti portali di informazione, mi spiace che contino ancora più degli influencer.

Anche solo in studi del cazzo con campioni scelti ad arte…

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bignami per pigri
La Game Critic fa cacare. Se viene dall'Italia, a spruzzo.
top&flop
> Stanno tirando le ultime...

> ... Ma un sacco di gente gli da ancora spago