fb

ig
Marco Bortoluzzi

SegheMentali I leak degli annunci fanno male alla salute

Siamo curiosi, noi giocatori. Siamo affamati di informazioni, vogliamo sapere di tutto e di più su quello a cui stanno lavorano i nostri studi preferiti. È naturale: giochi a Control, ti piace un sacco, lo finisci e non puoi fare a meno di chiederti, oh chissà a che sta lavorando Remedy, un bel seguito non mi dispiacerebbe mica. Però a volte ci vuole tempo prima che arrivino le notizie ufficiali, magari passano anche anni, ma la curiosità è sempre là, pronta a venire soddisfatta da qualunque briciola di notizia.

E allora eccolo lì: il leak, la fuga di notizie, l’insider che decide di farci dare uno sguardo appena oltre la coltre di fumo (o di inventarsi tutto di sana pianta, come era successo con Saints Row), e su quelle vaghe informazioni, su come quei filmati registrati di straforo con il cellulare, ci tuffiamo come piccioni sul mais a Piazza San Marco.

Su quei filmati registrati con il cellulare ci tuffiamo come piccioni sul mais

Ed è comprensibile, passi mesi e mesi senza notizie di Elden Ring, salta fuori che è leakato un trailer di gameplay, che fai, non lo guardi? E poi che fai, resti fuori tipo paria da tutte le discussioni, mentre ci sono tutti che fanno “oh ma hai visto che figata il drago??” te fai come quello che dice “no grazie, sono astemio” alle feste? E invece la risposta (per quanto riguarda i leak, per l’alcol fate che vi pare) è che sì, dovremmo smetterla di dargli peso e attenzione. Perché non fanno un favore a nessuno, o meglio: gli unici a cui fanno un favore sono quelli che ci generano attenzione e buzz, facendosi ricondividere, ritwittare, provando l’ebrezza di aver svelato qualche inscrutabile mistero ai più. Che poi non è ovviamente così, quel mistero sarebbe stato rivelato lo stesso a patto di portare pazienza.

I leak degli annunci non fanno di sicuro favori agli sviluppatori. Stai mesi a preparati un reveal, a scegliere il momento giusto, ad assicurarti che il gioco sia in uno stato presentabile, a preparare un trailer che presenti adeguatamente il tuo gioco, e poi qualcuno decide di buttar fuori un video smangiucchiato in 320p e di rovinarti la sorpresa. Magari con informazioni errate. Vedi Pentiment, che quando ancora si chiamava “Project Missouri” è stato descritto da un leaker come Disco Elysium made in Obsidian, facendo partire subito a novemila la macchina dell’immaginazione perché Disco Elysium è una figata, Obsidian sono dei grandi e fanno RPG da cent’anni, e dietro c’hanno pure i soldi di Microsoft, ma te l’immagini cosa deve uscire?

E poi salta fuori che invece no, Pentiment è un bel gioco ma è un gioco da venti euro sviluppato da tredici persone, un’avventura in cui sì possiamo fare delle scelte e cambiare cose, ma in cui gli eventi più importanti sono fissi. Josh Sawyer l’ha pure detto su Twitter: “I leak fanno schifo, gli sviluppatori non possono combatterli efficacemente e sono incredibilmente demoralizzanti per tutto il team”.

I leak non fanno bene neanche a chi di videogiochi ci scrive

Perché il discorso del paria astemio di cui sopra vale se possibile dieci volte di più per il giornalismo videoludico, perché dobbiamo tutti inseguire i click e se non scrivi nulla della fuga di notizie sul remake di Silent Hill 2 cosa sei, matto? Vuoi lasciare che quei click vadano a qualcun altro? Però intanto non stai facendo gran giornalismo, perché appunto queste informazioni sono sempre parziali, spesso distorte, talvolta addirittura false. E a rimetterci sono tutti, poi vai a sorprenderti se la gente dice “ah ma io i siti italiani non li leggo, quelli esteri sono più seri.” I leak non fanno bene nemmeno a noi videogiocatori. Perché, alla fine, quell’annuncio, quel trailer, quelle informazioni, le avremmo avute lo stesso, ma migliori, più precise, e direttamente dalla fonte.

Però intanto le notizie false, parziali, ingannevoli girano, corrono, vengono discusse, si fissano nella mente. E più si parla dei leak più se ne incentivano altri, perché di gente che vuole fregiarsi del titolo di insider o di quello di source ce n’è e ce ne sarà finché continuiamo ad abbeverarci alla loro fonte. E allora capita che ci sia quello che, senza colpa, ti chiede “ah, Pentiment è quello tipo Disco Elysium, no?”

E allora cosa vuoi pensare, se non che i leak hanno rotto il cazzo?

Questo articolo è frutto dell'iniziativa Crowdsourcing sovversivo di Gameromancer. Che è 'sta cosa?