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SegheMentali HeatStroke: (come) rigenerare l’immaginario lovecraftiano

Esplorando l’universo di videogiochi horror risulta piuttosto semplice imbattersi nelle opere di Howard Phillips Lovecraft . A partire dagli anni Ottanta, da RPG pen and paper come CoC, il mito di Chtulhu e la cosmogonia lovecraftiana sono diventati una costante all’interno della produzione di immaginari orrorifici. Nel caso specifico del medium videoludico si tratta di una ricorrenza a tratti morbosa, quasi un’ossessione.

Non è impensabile definire come Chthulhucentrico il concetto di lovecraftiano all’interno dei videogiochi. Un’estremizzazione necessaria per evidenziare una criticità all’interno delle riproposizioni di questo immaginario. Sulla base di questo assunto si può aprire un discorso mirato su HeatStroke e sul suo immenso valore.

Il concetto lovecraftiano all'interno dei videogiochi è Chthulhucentrico...

Heatstroke nasce all’interno di una Global Game Jam grazie alla folle mente di ItsTheMaceo (affiancato da Braden Banning per la programmazione e da Daniel Shypilov per le musiche). Si tratta di un viaggio solitario nel deserto, durante il quale si deve controllare che la macchina non vada fuori strada. Si può anche ascoltare la radio nel frattempo. Il fulcro dell’esperienza è offerto dal computer presente a bordo; non che abbia particolari funzioni, è solamente una l’azione eseguibile: la scrittura. O meglio, la trascrittura di un testo preciso: Beyond the Wall of Sleep di H. P. Lovecraft.

Un’idea semplice che fa dell’essenzialità il suo cavallo di battaglia. Heatstroke non perde tempo a citare o a riscrivere un immaginario, ma utilizza direttamente il testo lovecraftiano come base dell’esperienza. Un racconto lontano dall’ossessione per il cultismo, la ritualità e per gli uomini pesce. Non c’è nessuna nuova Innsmouth. Solo l’uomo e la sua mente, niente di più. Una scelta mirata che restituisce in pieno quell’immaginario lovecraftiano legato al sonno e all’incapacità di distinguere il reale dalle fantasie più oscure. Un’opera vicina ad altri racconti come Polaris o The Picture in the House.

Non c’è nessuna nuova Innsmouth...

Trascrivere gli studi del maniaco Joe Slater permette al giocatore di immedesimarsi maggiormente nel giovane protagonista che ne sta studiando i comportamenti. Heathstroke permette di riscoprire la lucidità all’interno degli apparenti deliri di questo pazzo. Lo studio dei suoi sogni diventa ancora più vivido. La trascrizione diventa lo strumento per abbattere ulteriormente il confine tra sonno e ragione. Ci si allontana da altre esperienze videoludiche dove la perdita del senno veniva forzatamente legata a dei parametri arbitrari.

Il concetto stesso di follia appare così più puro e impazzire è solamente più naturale.

Questo articolo è frutto dell'iniziativa Crowdsourcing sovversivo di Gameromancer. Che è 'sta cosa?