Rece Cosa c’è dentro al robot? Cosa c’è dietro al robot?

Sì, è una rece di Armored Core 6 che non parla di Armored Core 6. Classic Gameromancer, no?

Questo articolo l’hai pagato tu, nel senso che Igno s’è giocato Armored Core 6 grazie ai soldini entrati nelle casse della Ribellione da Patreon e dalle sub di Twitch. Per questo, non posso fare altro che ringraziarti a nome suo (perché ovviamente il lavativo di merda poi manco s’è degnato di impaginare ‘sta roba). Se non hai pagato, beh, sei sempre in tempo. O puoi fruirti aggratis sia questo pezzo che il relativo episodio di Gameromancer Col Rolex free per tutte le genti.

La mia esperienza con il genere mecha – dentro e fuori al videogioco – non è vastissima, eppure ne sono sempre rimasto affascinato, anche solo per l’estetica, la cura con cui ogni robottone è scolpito in ogni singolo dettaglio. Ricordo che Pacific Rim di Del Toro mi colpì moltissimo in questo senso, si sentiva la fisicità di ogni Jeager in ogni inquadratura, che fossero fermi o in movimento. Ne sentivi il peso. E sentivi la partecipazione, la persona – e le persone – dietro la macchina.

Non solo riferito ai piloti, ma a tutta quella svangata di meccanici, tecnici, manutentori e chissà cos’altro che permettevano al Gipsy Danger e gli altri mech di essere lucidi e funzionali in ogni istante, di esistere. Ma anche nel genere Super Robot, in Evangelion e Gurren Lagann io ho sempre visto, in declinazioni differenti, un fortissimo senso comunitario. La condivisione.

I mecha per me sono una delle cose più socialiste di sempre perché mi restituiscono sempre l’idea che il pilota non sia mai solo, non possa esserlo. E se vi capita di farvi un giro su Wolfstride di OTA IMON Studios lo troverete ancora più accentuato questo fatto. Un gioco in cui con il robottone ci interagite per il 10% del tempo e il protagonista non è nemmeno l’invasato che lo pilota ma quello che cerca di tenere su la baracca affinché il robot possa continuare a funzionare a dovere e al contempo avere un piatto caldo ogni giorno per tutta l’equipe che se ne occupa.

E Armored Core VI in tutto questo che ci piglia? Forse niente, perché non ci fa vedere tutto questo

Non è il suo scopo, o forse lo è ma ce lo vuole far vedere per sottrazione. Dietro la sua anima fortemente arcade, che è l’involucro metallico dentro al quale noi veniamo messi, si sente il disperato individualismo umano che sta facendo accartocciare il mondo su sé stesso. E allora la persona, sebbene non si veda mai un volto, affiora comunque. Tramite manciate di scritte, tramite voci sussurrate, piatte o urlate. Ancora una volta, il vuoto che esalta la forma, o forse il vuoto che diventa forma.

E tutto questo rende il giocattolo meno giocattolo ma al tempo stesso né esalta la sua parte ludica, rende apprezzabile questo tripudio di modellismo otaku che è forse la cosa più forte di Armored Core. In alcuni frangenti sembra quasi un esercizio di stile, un parco giochi in cui sbizzarrirsi a creare il mech dei nostri sogni, che sia efficiente in combattimento o solo pronto a sfilare nelle arene con un design incredibile, poco importa.

La nostra mano, che attraverso lo sforzo di chi ha messo a disposizione questo arsenale infinito di corpi e armi meccaniche (e non) plasma una nuova creatura. Eva, ti presento Adamo. Adesso sparagli in faccia.

Ma sotto le braci, c’è altro. Se ascoltate, nella cabina di pilotaggio non c’è solo un battito cardiaco.
Cosa c’è dentro al robot? Cosa c’è dietro?

Ogni persona, ogni entità che si muove insieme a te, che sei in mezzo al fango e alla neve, o tra il ferro e la lava e la roccia. Ogni voce che ti accompagna è dentro al robot, è IL robot. La voce in cuffia conta quanto la mano che preme il grilletto, che sguaina la spada.

Eva, ti presento Adamo. E il tuo sangue è anche il suo.

quanto spendere
70 /70€
bignami per pigri
Spara, taglia, tuffati, schiva, salta e... Schiva. Però con il C(u)ore. E se sei un pochetto otaku smetti di leggere e inizia a giocare.
top&flop
> Giulia Passione Robottoni
> Ti senti davvero su un mecha
> Il design cioè vabbè
> Comparto audio che levati

> Se la telecamera ogni tanto non scaca non sono contenti in From
> Magari un po' di bilanciamento in più ci stava