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Rece Un’altra mano a Card Shark

Per capire il tuo avversario non guardare il viso, ma le dita.

Old-is-Gold · W. Mozart – Don Giovanni, K. 527, Act I, Scene 3: Champagne Aria

Nel mondo della magia esistono due scuole di pensiero: chi crede che un mago non debba mai rivelare i suoi trucchi e chi, dall’altra parte, crede che la magia non sia nient’altro che un puzzle da risolvere. A me piace pensare che quei passaggi di mano, quei tagli finti, quegli inganni che i maghi o i bari sanno fare, non siano altro che pura performance e come tale, anche se se ne conoscono i trucchi, sono il tempo e il luogo in cui avviene l’evento a rendere tutto magico.

Card Shark è una realtà parallela in cui barare è più importante del capire a cosa si sta giocando o del perché lo si sta facendo

Poker, Black Jack, Ramino… Impossibile capire anche solo una volta qual è il gioco a cui stanno giocando quei nobili francesi al tavolo. Non importa, tu devi barare e lo devi fare non modo più elegante possibile. Fuori imperversa la rivoluzione e di lì a qualche anno quelle teste parrucconate incontreranno la lama dell’arma più crudele e scenografica che sia mai esistita: la ghigliottina. Tu chiedi un’altra mano a carte sentendo già il sapore dei soldi vinti da donare a qualche ospizio decadente. In cuor tuo sai che in realtà alzi la posta in gioco solo per il gusto di dimostrare a te stesso quanto fluido e spettacolare sia il tuo inganno.

Regina di Cuori Della storia, delle 10 bottiglie di latte, di chi sei, del futuro della Francia non ti frega un cazzo, vuoi solo essere il migliore in quel minigioco che hai imparato a fare neanche 5 minuti prima.

Re di Fiori Ad ogni livello credi di aver raggiunto la difficoltà più alta. Le dita ti fanno male, tremi, l’ansia ti fa sbagliare anche il più stupido dei passaggi. E poi, come quando fuori piove, aspetti che il tempo di caricamento finisca per uscire alla luce e scoprire che, in realtà, c’è un nuovo trucco da imparare. Sempre più difficile, sempre più eccitante.

Asso di Quadri ♦ fai tutto pensando di essere solo un messaggero del fato, di non poter prendere alcuna decisione che non sia quella di giocare per vincere secondo le regole che qualcuno ha stabilito per te. Quando muori la nera signora è quasi una vecchia amica. Una partita a carte con lei, l’ennesimo elegante inganno e sei di nuovo in pista a seguire le direttive di qualcun altro. Poi cambia tutto. Rimani bloccato per minuti davanti ad una delle funzioni base del videogioco: scegliere. E, quando finalmente acquisti il libero arbitrio, sei ad un passo dalla fine e con lei la cancellazione automatica del salvataggio.

Card Shark bara per tutto il tempo: gioca con te e poi in un solo passaggio vince la mano e la partita.

Card Shark è magico. In una manciata di ore ti svela tutti i suoi segreti, ti insegna qualcosa che potresti tranquillamente replicare alle cene di famiglia per ingannare lo zio ubriaco e ti lascia come uno stronzo quando vedi gli slot di salvataggio vuoti.

Facciamo un patto Card Shark: giochiamo un’altra mano, se vinco mi ridai tutti i miei progressi, se perdo ti prendi la mia anima.

quanto spendere
20 /20€
bignami per pigri
Mi sa che ho perso.
top&flop
> Un dito picche, due dita fiori, tre dita quadri, quattro dita cuori

> Il mazzo di carte dell'edizione fisica fa cagare