Lunediscord #3: Depressione post Death Stranding

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A tutti i Mentana dell’Informazione,

Noi siamo Gameromancer. Perché “siamo” quando sopra leggete il nome di un singolo autore? Perché in realtà lui è solo il nostro avatar. Il portavoce di una Ribellione ad un’Informazione (di settore o no) troppo attaccata a canoni classici e distanti, allo stesso tempo, da chi i videogiochi li vive. Fa paura avere in casa qualcosa di sconosciuto eh? Ci si sente accerchiati, sopraffatti. Ma cazzo, è da codardi nascondersi dietro la paura del nuovo che ci pesa il culo accettare. Perché invece di accusare in due righe, come fate di solito, non provate a liberarvi la testa da quei pregiudizi senza senso e innanzitutto cercate di comprendere il mezzo ed educare poi chi ai videogiochi si approccia per la prima volta? Ed è proprio per questo che scriviamo questa lettera. Per parlarvi con il cuore in mano e chiedere un confronto.

A chiunque e con chiunque.

Il male esiste. Non si scappa. L’essere umano è una merda senza appello. L’accumulo del male porta al collasso del mondo che sta implodendo su se stesso. I videogiochi, come lenti d’ingrandimento, si limitano a canalizzare la luce d’odio e sciolgono la faccia di chi non riesce ad accettare questa realtà.

Quello di cui vi accusiamo è di usare i videogiochi come facile scusa. Una risposta di comodo per giustificare la pila di merda che cresce anno dopo anno lì fuori. Non per analizzare la vita, o il mondo, o voi stessi.

I videogiochi sono una risposta. Non una domanda

Leeroy Jenkins! Praticamente tutti hanno parlato dell’urlo del killer. Come se fosse un videogioco…

Halle, Germania, 2019. Pazzo omicida con evidente nostalgia dei baffetti a spazzola decide di entrare in una Sinagoga e uccidere brutalmente un gruppo di ebrei raccolti in preghiera. E’ un neonazista, basterebbe questo in un mondo normale per condannare il suo gesto e capire che qualcosa di marcio ancora vive in una società che non vuole accettare i suoi errori. Ma no, ha una telecamera, ha streammato tutto su Twitch. Ha anche urlato prima di sparare. Teatrale, esagerato, quasi filmico. Non può essere un caso. Deve esserci un collegamento con una forma di spettacolo alla portata di tutti. E quale miglior capro espiatorio, se non i cazzo di videogiochi? Mi sembra che soddisfino tutte le condizioni, no?

Per evitare il confronto con una verità oggettiva si cerca di spostare l’attenzione. Ponendosi le domande sbagliate. Perché, diciamocela tutta, se guardassimo il nostro mondo da uno specchio, quanto tutti noi saremmo infognati in questa merda? Quanto può essere duro ammettere che, indipendentemente dai videogiochi, in questa società carica di odio in cui stiamo vivendo, anche un uomo comune rischia di trovarsi a solamente una brutta giornata di distanza dal diventare Stephan Balliet?.

La verità è che qualunque cosa ci influenza.
Anche i videogiochi

Questa verità, cari Mentana dell’informazione, dovreste conoscerla bene. E noi che amiamo i videogiochi dovremmo accettarla. E cazzo se è difficile accettarla. Avremmo voglia di spaccarvi la faccia quando dite quelle stronzate e riducete tutto ad un semplicissimo: “i videogiochi rendono violenti“. Buttato lì, crudo, come la foto della vittima dopo il delitto. Sì, avete ragione. In parte. I videogiochi possono essere arte, e come tali possono anche influenzare negativamente. Non esiste niente di creato dall’uomo che non abbia questa doppia faccia. Niente. Ma non basta per condannare in un limbo di pregiudizi una forma d’intrattenimento così diffusa. Sappiamo che siete di altri tempi. Sappiamo che non avete sentito quelle emozioni che noi proviamo ogni giorno davanti a un videogioco.

Noi tutti sbagliamo. Il medium è giovane, molto più giovane di voi, noi siamo giovani, molto più giovani di voi. Ancora non comprendiamo bene cosa abbiamo effettivamente tra le mani. I videogiochi sono qualcosa che ha segnato la nostra vita. E voi, da bravi maestri dell’informazione, dovreste insegnarci a valorizzare questa passione. Potrebbe essere anche vostra, se solo…

Non sapete come parlarne perché ormai siete vecchi? Bene, accettatelo, venite da noi. Vi daremo tutte le informazioni necessarie. Mettiamo sul tavolo tutte le conoscenze necessarie per districare al meglio questa matassa di informazioni sbagliate che si è creata. Speriamo che questa lettera vi arrivi. Che la leggiate. Che ci rispondiate, magari. Anche solo con saccenza, come vi piace fare. Perché entrambi, cari Mentana dell’informazione, abbiamo bisogno di confrontarci. Abbiamo bisogno di vederci chiaro.

Altrimenti, No Russian

Scorrettamente,
Gameromancer