Mi sta proprio sul cazzo l’idea che “non si può dire niente”, nel senso che ogni volta che parli male di un’azienda o di un giochino sei un hater e quando ne parli invece invece sei un venduto, un fanboy, “da te non me lo aspettavo”. È così che muore il pensiero critico, sotto scroscianti ticchettii sulle tastiere meccaniche da cui i gamer scrivono i loro commentini di merda sotto questo o quell’altro contenuto.
Io mi sono cacato il cazzo. Non perché la cosa mi impedisca di fare il mio lavoro – non è un lavoro e comunque se mi preoccupassi di cosa pensa la gente non farei Gameromancer. Mi sono cacato il cazzo perché vivo di pensiero critico. E vedere il dialogo attorno ai giochini ridotto a questa merda mi fa venire voglia di svegliarmi vestito elegante.