Qualche giorno fa è stata attribuita ad Alexandria Ocasio-Cortez la frase “Woke 1.0 was crazy”. Come sempre la cosa è stata riportata a cazzo di cane, deformandola per poter dire che anche i comunisti si sono pentiti del woke. Ma AOC quella frase l’ha attribuita a un consigliere comunale di New York. E ha aggiunto che quelle discussioni sono state “molto produttive”.
Alcune battaglie e alcuni slogan ci sono tornati in culo. Qualcuno avrà anche votato Trump o Meloni per questo, deluso dalla “sinistra” (implicando i due Partiti Democratici siano sinistra).
Ma era un passaggio necessario per mettere sul tavolo certi temi.
Senza Ultima Generazione a bloccare le autostrade oggi non parleremo così di crisi crimatica. E forse Pokémon Pokopia non avrebbe venduto 5 milioni di copie.
Senza i “token” di Netflix, oggi sarebbe più difficile avere protagoniste donne, personaggi queer, diversità reale nell’intrattenimento.
E i videogiochi? Il woke lo abbiamo inventato noi a dirla tutta.
Era già woke Final Fantasy 7 nel mostrarti una famiglia interraziale con un solo genitore, o facendo travestire il protagonista da donna.
Era woke Yoko Taro che raccontava le prostitute in Drakengard, era Woke Toby Gard che pur di opporsi alla sessualizzazione a favore di marketing della sua Lara Croft s’è dato da Core Design.
I giochi che hai sempre amato sono sempre stati woke.
La vera follia sarebbe negarlo.
Soprattutto dopo 5 anni di governi no-woke ch
e ci hanno fatto passare dalle schwa alle svastiche.