Pensa quanto racconta un tutorial — o l’assenza di un tutorial — del gioco che stai giocando.
Tutti celoduristi del GIT GUD. Ma la vera sborrata? Quando From Software ha cagato due giochi più accessibili.
Ancora oggi quando i miei amici nominano Sekiro ne parlano con deferenza. Il miglior gioco di From Software. O quasi. Quello dove l’integrità di Miyazaki si è scontrata con la Quality of Life imposta da Activision. Perché il gioco doveva vendere, mica accontentarsi di essere un cult. Il risultato? Quei popup a schermo che ti spiegano le meccaniche per filo e per segno.
Vilipendio, lesa maestà, eppure Sekiro ha vinto un GOTY e probabilmente venderesti tua madre per avere un seguito. E forse pure per un more of the same.
Elden Ring è a mani basse il soulslike più accessibile. L’equilibrio perfetto tra i tutorial buttati a caso nei messaggi a terra di Demon’s e Dark Souls e l’eccesso opposto, quello imposto da Activision con Sekiro.
C’è perfino la cazzo di mappa, quella che sembrava una bestialità chiedere venisse aggiunta. Ad un mese dal day one, sulla mappa sono arrivati pure i segnalini per gli NPC. Per permettere letteralmente a chiunque di non perdersi tra le quest non tracciate.
Pensa quanto cambia l’esperienza in base a come lo sviluppatore decide di approcciarla.
Se non ci vuoi pensare, beh, c’abbiamo pensato noi.