Rece Bloodborne, ma i mostri sono francesi: la rece di Valor Mortis

Il titolo è clickbait. Anche perché ci ho visto più di Hotline Miami che di Bloodborne.

Valor Mortis è un Soulslike quintessenziale. O così direbbero quelli a cui piace riempirsi la bocca di paroloni quando qualcosa gli è piaciuto. Valor Mortis è un gioco derivativo. O così direbbero quelli a cui piace riempirsi la bocca di paroloni edgy quando qualcosa gli è piaciuto ma fa più fico fare il sommelier dei giochini. Sono vere entrambe le cose.

Valor Mortis è sviluppato da One More Level, lo stesso studio dietro Ghostrunner. Io non ho giocato Ghostrunner, ma ai tempi avevo letto questo pezzo di Inverse dove il director Radek Ratusznik parlava di come Hotline Miami avesse ispirato il gioco dal punto di vista del design. Io sono una bimba di Hotline Miami dal giorno 1, e ancora oggi — perché sono un hipster nostalgico — ci gioco di tanto in tanto sulla mia vecchia PS Vita. Per cui anche se non ho giocato Ghostrunner, giocando Valor Mortis avevo fatto il collegamento.

Valor Mortis non è caduto poi così distante dall'albero, se lo si spoglia di tutta la componente scammata a Miyazaki a livello di estetica e meccaniche di gioco

valor mortis è hotline miami
Hotline Miami? Dai, lo conosci anche tu. È quel gioco da cui The Last of Us Parte 2 ha copiato tutto il messaggio sulla violenza. Prima o poi ne parliamo per bene…

Come direbbero quelli a cui piace riempirsi la bocca, in un senso o nell’altro, Valor Mortis è un souslike con tutte le meccaniche tipiche dei Soulslike. Ci sono i parry, che sono fondamentali soprattutto per le boss fight — soprattutto per la prima boss fight, che è un discreto palo nel culo. Ci sono i falò, che qui si chiamano lanterne. C’è la corpse run, quindi se muori perdi tutte le tue Essenze — che sono le anime di Dark Souls — e devi tornare a recuperarle prima di schiattare di nuovo, se no le perdi. Ci sono le fiaschette estus, devi livellarti le armi, equipaggiarti gli amuleti e insomma, c’è tutto quello che c’è di solito in un Soulslike. Con un tocco di Quality of Life, perché alle Lanterne puoi respeccare a costo di 50 essenze in qualunque momento, che considerando che qui non aumenti le statistiche ma hai uno skill tree non è un cazzo male.

E allora che cazzo c’entra Hotline Miami? C’entra perché tolte queste cose qua poi il loop di gameplay finisce per assomigliare molto a quello del giochino indie che ci ha fatto bagnare le mutande per i successivi 10 anni quando leggevamo Devolver Digital.

Puoi vedere l’ambiente che circonda una lanterna come una sorta di mini-dungeon. O di puzzle dove l’enigma è “come cristo ammazzo questi francesi di merda nel modo più efficace possibile“. Quando muori — perché fidati, muori — respawni alla lanterna, ti fai una mappa mentale dell’ambiente e cerchi di far fuori quello che resta dell’esercito napoleonico sapendo che invariabilmente sono posizionati sempre lì e sempre in quel numero. Pulita l’area poi di solito c’è sempre qualche shortcut che agevola un po’ l’esplorazione, tipo una scala da abbassare, una porta da aprire o un marchingegno da marchingegnare. Che è tendenzialmente utile quando morirai di nuovo — perché fidati, morirai di nuovo — in modo da non rifarti tutta la strada. O quando sbloccherai qualche nuovo potere tipo il rampino, e ti verrà in mente che due capitoli fa c’era ‘sta roba blu che non avevi capito esattamente cos’era, ma insomma è 30 anni che sprechi il tuo tempo coi giochini quindi era abbastanza ovvio che prima o poi avresti sbloccato un rampino.

L'esplorazione in Valor Mortis ricompensa sempre. E ricompensa bene, perché ti permette di trovare amuleti da equipaggiare che aggiungono bonus niente male

Recuperare salute dopo ogni glory kill. Farlo se colpisci un nemico che sta subendo danni da stato, oppure permettere alle Estus di farti recuperare anche la barra che ti permette di usare le abilità che castano gli stati sui nemici. Rendere ininterrompibile l’animazione della Estus o far esplodere i nemici quando spari ai loro punti deboli con le armi da fuoco. Non è una rivoluzione, ma l’amalgama tra le meccaniche da Souls e questa progressione un po’ meno RPG e un po’ più legata alla personalizzazione funziona alla grande.

Anche più della storia di per sé, che parte da un’idea molto fica — un’ucronia dove Napoleone ha vinto a Waterloo e sta scopando il culo del resto dell’Europa — ma poi alla fine non riesce più di tanto a sorprendere. Forse perché qua i dev non hanno preso la lezione di Miyazaki e hanno provato a raccontare propriamente una storia, prendendosi un rischio che non ha pagato, ma rende Valor Mortis meno derivativo di quanto si penserebbe guardandolo solo pad alla mano.

quanto spendere
30€ /40€
bignami per pigri
Il titolo è clickbait, anche perché giocando Valor Mortis mi è venuto più spesso da paragonarlo ad Hotline Miami che a Bloodborne. Se ti interessa perché però ti leggi la rece e non mi rompi le palle.
top&flop
> Ammazzi un sacco di mangiarane
> Ludicamente sbaglia pochissimo
> Ambientazione fichissima...

> ... Ma la narrativa a una certa va in caciara
> Napoleone merda