Rece La recensione di Tiny Thor dove non serve un martello grande ma un grande martello

È una di quelle occasioni editoriali dove freeboti male i Pennelli Cinghiale

Ma i pennelli, chi cazzo li usa più?

Da (più di) un paio di settimanelle che dedico il mio tempo a Tiny Thor, e manco a dirlo sono in ritardissimo per la recensione. Il gioco in realtà non è un cazzo male. Nel senso che ha sostanzialmente una sola idea ma ha il grande pregio di costruirci attorno. È che a volte quello che ci costruisce attorno prende delle scorciatoie un po’ pigre, tipo la pubblicità dei Pennelli Cinghiale dove c’è il tizio col pennello abnorme che dice “devo dipingere una stanza grande, mi serve un pennello grande”. Negli anni ’80 faceva ride, ok, e magari aveva pure un suo senso. Parossistico, grossolano e altre parole che userebbe tuo nonno, ma un senso c’era.

Nel 2023 usiamo i verniciatori a spruzzo e anche uno stronzo senza mani riesce a imbiancare. E certe cose a livello di platforming le si nota

10+ Giocando Tiny Thor ho pensato un sacco a questa puntata del podcast. E a The Messenger. E alla perfezione nelle piccole cose.

Non tiriamola per le lunghe. C’ho di meglio da fare io che sto scrivendo e tu che stai leggendo. Non penso di avere grandissimi colpi in canna per quanto riguarda Tiny Thor. Nessuna chiave di lettura a rendere interessanti le cose per ammaliarti con qualche carattere in bianco su sfondo nero. Che è un po’ anche la cifra stilistica di Tiny Thor. Mi rendo conto che in un mondo dove tutto è meraviglioso come in quella cazzo di canzone di LEGO Movie se ti descrivo una cosa mediocre come, beh, mediocre, non ti ci smeni nemmeno per giocarla. È un peccato, perché anche se nel complesso Tiny Thor è “solo ok” ha appunto questa sola idea pure piuttosto interessante.

Gira tutto attorno al martello. Mjöllnir, in qualunque modo si legga (o si scriva, io ho ovviamente copincollato da Wikipedia). Il piccolo Thor ha ‘sto martellone che poi tanto “one” non è, lo lancia in giro e questo rimbalza sulle varie superfici. Oltre a lanciarlo in su e ai lati c’è la possibilità di angolare il tiro tirando fuori delle carambole che Puzzle Bubble può accompagnare solo. Il level design ci si butta a pesce, su quest’unica idea. I livelli diventano pieni di tunnel, cunicoli, spazi angusti e cosi che sembrano tanto i Koopa di Super Mario, ma hanno una logica che è un mezzo freebooting dei Boo – quindi se li guardi si rintanano nel guscio costringendoti a colpirli col rimbalzo del martello mentre sei di schiena.

Ci si butta anche troppo però, e a volte in modo quasi morboso

Non che sia una roba frustrante o punitiva, eh. Tendenzialmente nelle parti più stronze c’è sempre un checkpoint a portata di mano e si ricomincia da lì. Ma in Tiny Thor si abusa dei momenti in cui bisogna usare il martello per gonfiare dei palloni su cui Thor è appoggiato colpendo un altro pallone per trasferirgli l’aria e poter saltare. Momenti in cui si deve rimbalzare sui funghi e se canni un passaggio ricominci dall’inizio. E insomma, dopo una certa tutto diventa estremamente leggibile e le cose da dire finiscono ben prima delle 7-8 ore stimate per arrivare in fondo.

È un platform a tratti scolastico – soprattutto quando il martello non è coinvolto – e a tratti un po’ monotematico. Nel complesso, appunto, funziona, ma non t’aspettare The Messenger. È un gran peccato. Perché la meccanica dietro il Mjöllnir (ho copincollato di nuovo) era potenzialmente un bel twist in qualcosa che ormai giochiamo col pilota automatico, però appunto a tendere si perde. Sarà per questo che ho visto giusto una recensione o due di Tiny Thor in giro. Anche su Steam non è che ce ne siano un cifrone, in totale 54 al momento in cui scrivo. l’88% “molto positive”, come a volermi ricordare che per quanto ci bestemmio contro un giorno sì e l’altro pure la critica serve. O meglio, servirebbe. Se avesse nozioni di game design tali per cui riesci a raccontare perché il Mjöllnir da punto di forza diventa una debolezza per Tiny Thor.

Qua sì che ci vorrebbe una critica grande, e non una grande critica…

quanto spendere
10 /20€
bignami per pigri
Se devi dipingere una parete grande comunque da Leroy Merlin vendono questi cosini che spruzzano e ci metti la metà della metà. I pennelli ormai sono una roba di nicchia. Come i platform fatti bene.
top&flop
> Il martello j'ammolla

> Però poi il level design ne abusa ed è un po' troppo a tirar via