Stick it to the Stickman è un gioco ignorantissimo. È un roguelike, o meglio -lite direbbero quelle persone per cui fare le punte al cazzo è una missione di vita. Si gioca tutto con un unico tasto (oltre alle levette analogiche), e quell’unico tasto permette di eseguire l’attacco selezionato in quel momento. Solo che la selezione non è libera, si va in ordine di unlock sulla base dei potenziamenti raccolti, skippando gli attacchi “da lancio” se si sono finiti i relativi oggetti da lanciare.
Lo scopo del gioco è scalare l’azienda. Più o meno letteralmente, perchè si attraversano i piani, si arriva dal CEO, lo si mena e poi il CDA ti propone di prendere il suo posto o morire male. Se ti vendi, accumuli un pacco di soldi con cui puoi comprare altri potenziamenti persistenti, sbloccare nuova roba e insomma, è un roguelite, la valuta in-game si usa per quelle cose da roguelite.
Ho iniziato a scrivere questo articolo pensando di additarlo come difetto. È la solita critica al capitalismo di facciata, che serve solo per avere quel mood trasgre che in fondo è quello che ci aspettiamo da un gioco con l’etichetta di Devolver Digital, ma poi nei fatti il gioco ti spinge ad essere capitalista perché “tieni famiglia” – o perché vuoi comprarti i potenziamenti – e quindi la critica non passa.
Solo che in realtà, pensandoci, passa. Passa eccome. Perché anche nella vita vera conviene che ti vendi. E anche nella vita vera non ci sono conseguenze pratiche, se non quelle dettate dalla tua coscienza.
Non so quanto ci sia di intenzionale, in questo. Penso tanto, in realtà, perché lo studio dietro Stick it to the Stickman è lo stesso che c’è dietro Genital Jousting, che sembra un giochino di cazzi che si inculano e invece è una roba di un woke fuori scala che parla di mascolinità tossica attraverso un giochino che se sai ascoltare fa molto di più di quanto possa fare un sermone frontale sull’argomento. Tempo fa non a caso l’avevo suggerito a Lupo come possibile intervista per il suo podcastino di giochini in inglese, visto che ormai lui è quasi-madrelingua. Ne è venuta fuori una roba che vale la pena t’ascolti pure te.
Io stavo per fare l’errore di etichettare Stick it to the Stickman come un gioco in conflitto di interessi, perché parla male del capitalismo coi soldi di gente che il capitalismo l’ha capito molto meglio di tanta altra gente. Gente che un paio di mesi fa ha palesato l’intenzione di uscire dalla borsa britannica, tornando ad essere un’azienda privata. E forse la scelta di pubblicare Stick it to the Stickman è figlia anche di questo, un grosso dito medio a quel drago che hanno cavalcato ma da cui adesso vogliono scendere.
La Devolver del suo primo successo, quella di Hotline Miami e Katana Zero, dove alla fine contava tantissimo il gameplay e avere quello stile matto e un po’ improbabile, divertendo e catturando l’occhio. Quella Devolver che s’era un po’ persa, tra un Wizard with a Gun e l’altro, forse proprio perché il capitalismo ti porta inevitabilmente ad essere bulimico e a voler/dover pubblicare la qualunque, perché il drago va nutrito se vuoi continuare a starci sopra. E allora forse è meglio scendere.
Tutto questo con Stick it to the Stickman non c’entra un cazzo. Oppure finisce per centrarci davvero tutto. Il gioco, intanto, su Steam sta andando una spada e c’ha oltre 8500 recensioni, positive al 95%. Perché indubbiamente è un gran bel giocare, pur avendo un sistema di gioco estremamente semplice e finendo per farti vedere quasi tutto nella sua prima oretta. Eppure continui ad andare avanti, vuoi perché tutto sommato menare i CEO in-game è quanto più vicino potrai mai andare ad emulare Luigi Mangione in questa vita, vuoi perché il gameplay funziona alla grande e metterti lì a trovare la tua build-zona di comfort per scalare il più velocemente la vetta con attacchi che riprendono tantissimo dalla cultura pop è un magnete.
E ho capito che a volte pure io faccio l’errore della sinistra radical chic con cui me la prendo sempre, giudicando le cose in superficie perché non hanno un messaggio espressamente “contro”.
Quando il senso di tutto questo dovrebbe essere
andare a fondo e farsi queste domande.