Ep. 31: Scoprimi 'sta cippa

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Siamo assuefatti dalla voce “ricarica il checkpoint“.

Siamo assuefatti dalla voce “ricarica il checkpoint“. Ci stavo pensando l’altra sera, ammazzando nazi in Wolfenstein: Youngblood. Proprio perché in Wolfenstein: Youngblood non puoi ricaricare il checkpoint quando ti pare. Volevi farti tutta la missione stealth ma ti fai sgamare dai nazisti come una Anna Frank qualunque? T’attacchi. Possibilmente ad un’arma da fuoco. E inizi a far fuori quanti più tedeschi possibile. L’unico modo che hai per ricaricare il checkpoint è farti accoppare o ricominciare la missione da capo. Ed è meraviglioso.

Buddy Pass Bethesda s’è inventata ‘sta gran figata per cui se compri la Deluxe Edition del gioco, puoi far giocare con te a scrocco un amico che ha tirato giù il client gratuito dallo store. Dovrebbe esserci per legge ovunque.

È una scelta dovuta, visto che è un’esperienza cooperativa online che poi incidentalmente funziona anche in singolo con la CPU, ma solo se deve. Però eddai, è davvero necessario spoetizzarla andando a chiedersi perché MachineGames e Arkane Studios l’abbiano presa? Nei fatti non cambia nulla, non puoi ricaricare i checkpoint alla prima difficoltà. Di conseguenza, ti senti molto più responsabilizzato. Sai che se ti scoprono non hai scelta se non far fuori nazisti alla vecchia maniera, per cui se decidi di prendere la via dello stealth lo fai in maniera molto più dogmatica, finché non riesci davvero ad affrontare una missione dall’inizio alla fine solo con attacchi alle spalle, coltelli da lancio e qualche colpo di pistola silenziata. Ma allo stesso tempo impari a conoscere un po’ tutte le meccaniche del gioco, perché avrai sempre bisogno di un piano b per quando le cose vanno male. Quali potenziamenti mi conviene mettere su quest’arma, quali abilità mi conviene sbloccare con i punti che si accumulano salendo di livello o completando le missioni — mi manchi, sistema dei Talenti. È come andare in un nuovo locale di sushi All-You-Can-Eat: al primo giro provi un po’ tutto, poi decidi quali sono i tuoi piatti preferiti e li ordini finché il cuoco non se ne torna in Giappone (che è una delle potenze dell’Asse, tutto torna).

È come andare in un nuovo locale di sushi All-You-Can-Eat: al primo giro provi un po’ tutto, poi decidi quali sono i tuoi piatti preferiti e li ordini finché il cuoco non se ne torna in Giappone

Wolfenstein: Youngblood
Consigliato a: 30€
Su amazon: 34,94€
B. J. Blazkowicz ha liberato l’America dal Terzo Reich? Le sue due figlie ci liberano dai checkpoint. Una libertà che (come tutte le altre libertà) sulle prime è straniante e ti fa rimpiangere il giogo del padrone, perché era più facile. Poi però ti fa riflettere, e ti fa capire cosa ti stavi perdendo. Perché ci siamo talmente assuefatti alla voce “ricarica il checkpoint” che (in?)consapevolmente ce la siamo portati dietro pure nella vita vera. Mandiamo messaggi o note vocali su Whatsapp perché possiamo — no, dobbiamo pensarli prima, e nel caso peggiore possiamo sempre cancellarli. “Niente, ho sbagliato chat” per spiegare la notifica questo messaggio è stato cancellato e problema risolto. i più fighi usano Telegram e non hanno nemmeno questo problema, per dire. Ma funziona per un sacco di aspetti della nostra vita: stiamo adottando la spersonalizzazione dei rapporti perché è più facile così, si evitano una serie di trappole che di persona sarebbero lì, un serpente nascosto nell’erba pronto a morderci non appena concentriamo il nostro sguardo nel mirino. È un bene? È un male? Non lo so. È. E tanto dovrebbe bastarci, non bisogna per forza caricare qualunque cambiamento alla nostra routine di comportamenti sociali di significati nostalgici alla “quando c’era LVI i treni partivano in orario“. Probabilmente anche gli uomini delle caverne, ogni tanto, provavano nostalgia per quei giorni in cui ci si esprimeva a grugniti e gesti. È venuto fuori che il linguaggio ci ha dato il vantaggio evolutivo che ci porterà a conquistare tutta la galassia.

Per cui sì, sono contento che Wolfenstein: Youngblood non abbia la voce “ricarica il checkpoint“. È una cosa che col pad alla mano ha funzionato e quando l’ho posato mi ha fatto riflettere. Ma sono anche contento che il concetto di “ricarica il checkpoint” esista, e stia anche uscendo dai videogiochi.

Poi sta a noi farne un uso consapevole, ed è forse per quello che preferivamo il prima…