Pietro "Phatejoker" Iacullo

SegheMentali Questioni di vil Denaro

Non è compito mio preoccuparmi del fatto che la notte non ci dormi per i compromessi che sei stato "costretto" a fare.

Com’è che siamo tuttз critichз marxistз ma stiamo sempre a giustificarci attraverso i soldi?

Qualche giorno fa beccano Matteo Messina Denaro. Uno dei dieci uomini più ricercati del mondo, mandante ed esecutore di stragi, strangolatore di ragazzini, medaglia d’oro di scioglimento nell’acido. Un uomo di merda. Un uomo così di merda che vi risparmierò pure battute del tipo “e infatti era nintendaro”.
Parlare del fatto che citasse Donkey Kong e Secret of Mana e quel cazzo che vuoi nelle sue lettere rende più umano qualcosa che non lo è. Solo che il dettaglio è ghiotto e il click è troppo facile.E allora il resto della Game Critic – nota: quella stessa Game Critic per cui noi avveleniamo il pozzo strillando ed esagerandola battuta non ve la risparmia.

E allora p□rc□ di□.

Ne parla Tagliaferri su Multiplayer – che va detto, poi mette offline il pezzo. Ne parla Zave su IGN Italia, e pur non avendoci mai parlato (e rispettando zero IGN Italia, ma ci arriviamo) resto interdetto, perché Zave è uno con cui magari non concordo sui giochini ma ho sempre ritenuto drittissimo. Anche solo per essere stato l’unico a dare addosso a Cosa Nostra ma quella dei giochini. Ne parla Player, Player senza “multi” davanti ma con tanta paraculaggine dietro, perché ad un certo punto del pezzo si legge una roba agghiacciante.

Matteo Messina Denaro è stato e rimane un mostro, inoltre la sua passione per i videogiochi non va a degradare l’immagine di Nintendo e del mondo dei videogiochi tutti, questo ci teniamo a precisarlo, perché è sempre meglio farlo.

La news di merda su Player – visto che ci tenete alla SEO, mo c’avete pure il link in entrata. Pure dofollow, pensa un po’.

Questo scioglieva i cazzo di bambini nell'acido. Che mi frega di Donkey Kong?

Qui mi si chiude la vena. Siamo davanti ad un contenuto che ammette di essere inutile, e pur si muove. Non volevo parlare di questa storia perché non è una notizia che esiste. Ma persone che si presume debba chiamare “colleghi” e per fortuna non lo sono manco per il cazzo hanno deciso che invece sì che esiste. E allora mi ritrovo a chiedermi quale sia la cosa necessaria da fare in questo contesto quando sei parte di Gameromancer.

Non puoi pontificare sul fatto che sia necessario spiegare i meccanismi alla gente per renderla consapevole degli stessi e poi girarti dall’altra parte. Si chiama omertà. È tipo il motivo per cui c’abbiamo messo 40 anni a beccare questo mostro la cui passione non va a degradare l’immagine di Nintendo Señora PR no me quereli por favor. La cosa più giusta da fare, in una bolla dove chiunque sta parlando di Messina Denaro come uno che leggeva Nintendo La Rivista Ufficiale e quindi è un fratello, è sottolineare che no, non è tuo fratello. Questo scioglieva i bambini nell’acido. Rileggi la bestemmia gigante qui sopra.

Ora, il post sulla pagina Facebook non citava nessuno. Perché appunto il focus non era dire che la stampa fa schifo. Dopo #Peleveryeye con una news per sezione di Everyeye sulla morte di Pelé penso che ormai sia palese. Il punto del post era abbastanza chiaramente dire che non ce ne frega un cazzo se Messina Denaro giocava a Donkey Kong. E non ce ne dovrebbe fregare un cazzo.

Solo che quando hai la coscienza sporca e tanto tempo da perdere può succedere solo il drama

Join The Rebellion Tanto va di moda monetizzà la merda, no? Visto che i soldi giustificano tutto siamo su Patreon. Potete darci la sub con prime su Twitch. A dispetto di quanto si dice, penso che facciamo bellissimi contenuti che stanno in piedi pure senza dissare nessuno. Senza la parola “sborra” magari un po’ meno.

Mi ritrovo il boss di Player nei commenti della mia bacheca. È incazzatissimo perché a suo dire nessuno li cita mai e li citano proprio adesso che per necessità editoriali si sono dovuti piegare a questi contenuti. Non li giustificano eh, fanno schifo, ma servono a pagare la gente. Arriva altra gente della redazione nei commenti. Concordiamo tutti che quella news sia merda. Però allo stesso tempo io non mi dovevo permettere di fare certe critiche. Ma come ti permetti, sei un idealista, la gente in qualche modo va pagata e la fai facile tu che c’hai il blogghettino.

Siamo oltre il Pianesani. Pianesani quando s’è parlato di questa cosa l’ha detto candidamente. Multiplayer è McDonald’s, non ci rompete il cazzo. E va benissimo così, basta ammetterlo. Player invece da una parte vuole giustificare questa merda con il fatturato (peraltro, non portando nessuna evidenza del fatto che questa specifica news sia effettivamente servita in nomine soldi) ma dall’altra vuole che si parli solo delle cosine belline che fanno. Il resto serve per pagare la gente e quindi è esente da ogni critica.

Non è la prima volta che mi imbatto in questo ragionamento, venga messo in chiaro o rimanga un sottotesto. È capitato che Matteo Lupetti – che sui social si definisce “Marxist video game critic” – lamentasse il fatto che per essere una realtà basata sulla “trigger economy” potremmo pagare di più i collaboratori (nota: al momento ci dividiamo equamente quello che entra da Patreon e da Twitch) e che quantomeno Multiplayer.it paga.

È capitato un sacco di altre volte che si pretendesse di fare i conti in tasca a chi di fatto fa – e può fare – quello che sta facendo proprio in virtù del non dover fare i conti in tasca. Siamo dei privilegiati a poterlo fare. Me ne rendo conto. È una consapevolezza che è alla base di tutte le critiche che faccio. Ma proprio per questo motivo bisognerebbe accettare il fatto che non c’è nessuna logica di ritorno dietro, nessun intento di farsi i likes/le barche/le ville prendendo per il culo la stampa.

Non è quello il contenuto che tiene in top-10 un podcast su Spotify

Anzi, è un contenuto che rende molto più complicato poter invitare ospiti per mantenercelo lì, e magari provare pure a scalarla quella cazzo di classifica. Non è quello il contenuto che fa raggiungere ad un post di Facebook 20, 30, 100mila persone e fa crescere di riflesso la pagina. I contenuti che girano sono quelli che parlano di questioni sociali, tutto il resto – dalla critica ai giochini (purtroppo) a quella alla stampa – si fa per la genuina voglia di farlo. L’unico posto dove questa storiella del monetizzare diffamando il lavoro degli altri funzionicchia è Twitch… Quando il tizio che stai dissando si chiama Francesco Fossetti o Alessio Pianesani però.

A nessuno frega un cazzo di chi o cosa sia Player e di chi ci scrive. Come non frega un cazzo di me e di tutti quei nomi che sono nomi finché rimaniamo nella bolla social della Game Critic, ma fuori da quella non contano un cazzo. Ma che c’entra questo col discorso? C’entra perché se i numeri si fanno con altro, perché devo giustificarmi io quando parlo male di un contenuto che è problematico e invece dall’altra parte legittimiamo tutto perché genera introiti?

Il vile denaro non può giustificare Messina Denaro sui siti di videogiochi. Soprattutto, non è compito mio preoccuparmi del fatto che la notte non ci dormi per i compromessi che sei stato “costretto” a fare. Io ho scelto di perderci, in questo grandissimo gioco delle parti che chiamiamo giornalismo videoludico pure se di giornalismo non c’è un gran cazzo.

È l’unico modo per vincere. Non l’ho scelto io. Non ho intenzione di pagare io
per i tuoi sensi di colpa da sopravvissutə dell’editoria.

Il diritto di replica non si nega a nessuno. Su Telegram mi trovi direttamente come @Phatejoker, oppure puoi entrare su @JoinTheRebellion. Sappi che però lì dentro vige la bestemmia libera.