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La waifu del podcasting videoludico omaggia una delle penne più rilevanti del settore in occasione della più importante rivoluzione del sito di giochini numero 2 in Italia. Hanno deciso di optare per una linea editoriale meno mercificatoria per i loro collaboratori? Ma va, ‘ste stronzate intellettualoidi non fregano a nessuno. Finalmente su MultiMeme.it possiamo togliere i like e cancellare i commenti. A differenza dei loro moderatori.

Dopo Sony PlayStation, anche NetAddiction cade vittima del complotto della soia con un cosplay che non lascia spazio a fraintendimenti. O alla decenza

Mamaaaa È paradossale quanto il giornalismo di settore possa essere contrario al Sex Work su Twitch ma quello su Instagram va incoraggiato nella diffusione. Sarà mica che le Twitcher fregano ascoltatori mentre le Instagrammer regalano accessi?

Se mai ci fossero stati dubbi sul phisique du role del Leader Maximo de LoScassapixel, questo cosplay mette una pietra miliare tombale definitiva sulla questione. La zazzera del Pirozzi è abilmente celata da un gioco di luci a dir poco suggestivo, che esalta la partenopeità del pubblicista con degli scatti che urlano “sculacciami, sono il cattivo ragazzo della Game Critic“. Il Tagliaferri interpretato da Pirozzi è la Killer Queen a cui era ispirato l’omonimo brano dei Queen, una Geisha Minah che vuole compiacere i suoi lettori ma mantenendo il cipiglio severo di una baronessa.

Pirozzi alza la temperatura con delle dita sporche d’inchiostro che ci riportano a quell’infanzia dove rubavamo la Nutella dal barattolo solo per poterci far sgridare dal maggiordomo, cedendo alla sensazione di essere succubi di un uomo di potere. Perché Tagliaferri è un uomo di potere: giorno dopo giorno è lui a decidere a chi penseremo durante quei lunghi minuti in cui pensiamo solo a noi, pennellata dopo pennellata su un corpo cavernoso diventato un razzo sulla strada per Marte.

Un cosplay dal sapore omoerotico, salato quanto le secrezioni di chi lo sta guardando o lo stato d’animo di chi sta leggendo queste righe. Un potenziale immaginifico eguagliato solo dalle speculazioni su una Sony costretta a piegarsi ed accettare il GamePass di Microsoft, perfetta rappresentazione di quello che succede nell’intima oscurità della nostra lingerie ogni volta che ascoltiamo il suo podcast.

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Per altri cosplay vietati ai minori ma sconsigliati anche ai maggiorenni vi invitiamo a non perdervi un ferale Pietro Iacullo da Jurassic Park, l’allusivo e sfuggente CyberMantis che per un pugno di dollari stringerebbe nel suo pugno… Dai, avete capito e soprattutto Tommaso Stio e l’eterna lotta con lo Stato Pontificio del videogioco.