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SegheMentali La longevità dei videogiochi Capcom è ridicola

Ma il problema è solo nella tua testa

Nel corso del 2021 Capcom ha pubblicato Monster Hunter Rise e Resident Evil Village, due titoli appartenenti ai suoi franchise più remunerativi di sempre, accomunati da uno stesso male: i videogiocatori. In particolare quelli attaccati all’idea di videogiochi come pura media aritmetica tra punteggi assegnati alle sue componenti. Una concezione che ha posto la longevità come un feticcio, un parametro assoluto che annulla ogni possibilità di analisi e critica.

La logevità è un feticcio. Un parametro assoluto che annulla ogni possibilità di analisi critica

Monster Hunter Rise, con le sue 70 ore, non offre abbastanza contenuto; la presenza di tagli nell’endgame, a quanto pare, rovina ogni singolo aspetto del gioco. Non importa di come Capcom stia colmando queste lacune con update mensili gratuiti o di quanto il gioco funzioni sia a livello di performance che di gameplay. La struttura di Rise rende utile e più divertente il grinding che ha sempre afflitto la saga (rendendolo di fatto il più accessibile in assoluto). Quello che importa è invece considerare quella mancanza un peccato capitale che intacca la tanto agognata longevità, trasformando il titolo in un gioco da cestone del supermercato.

Queste dinamiche hanno colpito più duramente Resident Evil Village. La durata della sua campagna è stata ampiamente ridicolizzata. Peccato che sia pienamente in linea con gli altri capitoli della saga. Village supera addirittura la longevità dei Re classici. Eppure le sue 7-10 ore demoliscono totalmente l’esperienza di gioco. La modalità mercenari non ha alcun valore aggiunto. Non si analizza il titolo, ma si urla contro Capcom per la durata. Perché la longevità è solo un pretesto per poter urlare. Una polemica sterile per gonfiare le notizie e inabissare ogni tipo di discussione al riguardo. Siamo arrivati al punto in cui si utilizzano i tempi delle speedrun per alimentare queste chiacchiere da bar.

La longevità è solo un pretesto per poter urlare

Entrambi i titoli hanno una struttura che invita il giocatore a rompere del tutto il concetto di durata. In Monster Hunter Rise i cacciatori possono misurare la propria abilità grazie al tempo che impiegano a completare le singole missioni. Al di là della soddisfazione personale, concludere le cacce velocemente non comporta l’ottenimento di premi particolari, fatta eccezioni per le missioni arena (le uniche che prevedono un ranking system). Village premia la velocità dei giocatori attraverso un sistema di ranking presente sia nella campagna che nella modalità mercenari. Tempi migliori consentono di sbloccare oggetti e altri extra. Anche gli achievment/trofei rimarcano la possibilità di concludere il gioco velocemente.

Una longevità contenuta non è sintomo di bassa qualità, ma è un fattore che può aprire ad approcci differenti come lo speedrunning: una pratica piuttosto diffusa e che richiede una conoscenza dettagliata del gioco e delle sue meccaniche, oltre alla capacità di sfruttarle a proprio vantaggio(senza contare l’abuso di eventuali glitch in alcuni casi).

Tuttavia, uno speedrunner che completa Village in due ore rimane un mentecatto che ha buttato 60 euro per un gioco che dura uno sputo.

Questo articolo è frutto dell'iniziativa Crowdsourcing sovversivo di Gameromancer. Che è 'sta cosa?