Se il primo Hades è l’esempio di come si dovrebbe fare un roguelike, Hades 2 è il ritratto di come si dovrebbe fare un sequel.
Avrebbero potuto tranquillamente fare il compitino per casa e sbatterci sopra un cartellino “30€”, avrebbe venduto le madonne ugualmente. Invece Supergiant ha preso una formula di gameplay che funzionava da dio, l’ha ampliata e l’ha resa ancora più figa e divertente. Roba che funziona anche e soprattutto perché dietro ci hanno scritto una storia e dei personaggi che non ti fanno pesare di schiattare a tre colpi dalla fine di una run, perché ogni partita ti serve per raccattare robe, scoprire rapporti e districare storie.
E a proposito di storie, nonostante si prenda molto più sul serio di quanto non facesse Zagreus, Hades 2 riesce a parlarti di drammi familiari e personali in modo solenne, ma così leggero da non lasciarti mai troppo con l’amaro in bocca. Giusto un po’, ma perché non avrebbe lo stesso sapore altrimenti.
Hades 2 funziona di cristo perché hanno saputo ampliare senza storpiare, aggiungendo dove c’era da arricchire ma senza ingolfare. E anche se giocando hai una mezza sensazione di smarrimento ci pensano Melinoe e i suoi compagni a darti due dritte.
È un gioco che ti sbatte in faccia che vuole farti “ammazzare il Tempo”, invece te lo consuma.
E lo fa senza farti pentire per più di mezzo secondo.