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Ep. 92: More of the Shame
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“More of the same” è un’espressione da bambini viziati.

Vogliamo il giochino nuovo ogni due anni e pretendiamo che ogni release sia una rivoluzione, reinventi il concetto stesso di videogioco per darci qualcosa di assolutamente mai visto. Ma senza esagerare, eh, perché se poi mi stravolgi completamente la formula mi girano i coglioni e sto ancora a rosicà per quella merda di Resident Evil 4 che pur di inventare lo sparatutto in terza persona ha rinunciato ad essere un Resident Evil.

Quanto non dimostriamo di non capire un cazzo quando facciamo 'sti ragionamenti di merda

La domanda da farsi non è se God of War Ragnarok si gioca paro paro al primo, è se ha effettivamente qualcosa da dire. Un sacco di videogiochi non si sono inventati un cazzo rispetto al precedente ma ci hanno fatto bagnare lo stesso, perché ti sfido a non emozionarti quando Ezio parla a Desmond attraverso il tempo con tutto che Revelations è il clone del clone di Assassin’s Creed II. C’è more of the same e more of the same, il distinguo sta proprio qui, nella capacità di avere un qualche significato che giustifichi l’operazione commerciale dietro l’ennesimo giochino con la stessa formula.

C’è tutta la differenza del mondo tra Assassin’s Creed Brotherhood e Syndicate. Ogni volta che facciam finta di non capirlo per esigere novità che in fondo manco vogliamo stiamo riducendo i giochini alle loro meccaniche, al semplice giocattolo, negando il valore di tutto il resto.

Negando soprattutto il valore di quello che proviamo una volta messo il disco nella console e premuto start.

Ne vuoi ancora? Nessun problema...