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Ep. 82: Indiewashing
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Indie sta diventando l’ennesima buzzword del marketing.

In un’industria dove i costi di sviluppo lievitano sempre più e le corporazioni hanno bisogno di vendersi come quel vecchio amico d’infanzia che ti fa sempre piacere beccare quando viene in città, l’indie che prima era un’alternativa adesso è diventata una soluzione. Perché tagliare il budget e sviluppare dei Doppia-A che non piacciono a nessuno, quando puoi darti un tono vendendoti come qualcosa che non si piega alle logiche commerciali/tratta tematiche sociali impegnate/lascia i dev liberi di fare il cazzo che vogliono?

Erano stronzate già quando l'indie era davvero indie, figurati adesso che di mezzo ci sono gli investitori

Un botto di roba è nata per inseguire un trend perché oh, è uscito Doom Eternal e allora caghiamo anche noi il nostro Doom-Clone come se fosse il 1993, oppure facciamo un giochino di carte che stanno andando fortissimo. Tanta altra è nata semplicemente perché gli sviluppatori limonavano duro con la lineup di SNES, e allora sai che c’è quasi quasi sviluppo il mio DuckTales e lo brandizzo come Shovel Knight.

Nulla di male in tutto questo, ma l’idea che “indie” volesse dire sbattersene del mercato è sempre stata un’illusione soprattutto nostra.

Il punto è che adesso fare i giochini grossi costa sempre di più in termini di soldi e di tempo. Hai delle lineup da riempire e magari pure un servizio in abbonamento che deve giustificare i suoi 11 euro al mese in qualche modo, e non è che riesci a tirare fuori un Forza Motorsport ogni 20 giorni. E allora la soluzione facile-facile è appropriarsi dell’indie, renderlo in qualche modo corporate e contemporaneamente ripulirsi un po’ l’immagine. EA fa un po’ meno schifo adesso che fa business con Fares, no?

Il rovescio della medaglia di questa tendenza all'indiewashing è che i costi stanno salendo pure tra i piccoli e gli spazi son sempre meno

Perché se Sony c’ha messo i soldi e t’ha curato il marketing è più facile che sei mediatico e allora la stampa di settore se ne deve occupare e ti candida pure ai TGA, pure se mica lo so se ti puoi ancora definire indie. E intanto l’indie vero, quello sviluppato da due scappati di casa tipo Everhood, la prende in culo e invece di diventare il nuovo Undertale diventa il fratello coi geni recessivi di Omori. Non sai cos’è Omori? Precisamente.

È vero che un sacco di roba così sta ricevendo una visibilità pazzesca. Però dobbiamo prendere atto che l’indie vero ai TGA è stato ghettizzato in Games for Changes e che le due categorie dedicate sono piene di roba che in realtà i soldi dietro li aveva, ed è arrivata lì proprio per quello.

Sicuri che convenga firmarlo, ‘sto patto col diavolo?

Ne vuoi ancora? Nessun problema...