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Ep. 81: Schwastica
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Ma il videogioco è più schwa o più svastica?

C’è qualcuno ti risponderà che ormai i videogiochi sono tutti di sinistra. C’hai Neil Druckmann che alza premi forte della sua smemoranda piena di lesbiche, i giochini riempiti di tematiche da gay tipo i sentimenti e nel mentre c’hanno pure imposto il burqa sulle cosce di Jill Valentine nel remake di RE3 – ma se becco una stronza mezza scollata su Twitch segnalo tutto eh, guai a te svergognata. Poi però hai i dipendenti Activision che fregano il latte materno alle colleghe, i dirigenti Ubisoft che “il protagonista maschile vende dippiù” e qualunque content creator con la fica ridotta ai suoi organi genitali.

Hai The Last of Us Parte II che viene boicottato ai People’s Choice dei TGA 2020, e non posso non pensare che la scelta di spingere al suo posto Ghost of Tsushima sia casuale. Tsushima è un titolo che parla di onore e di Giappone, quel posto così civilizzato che lì le donne stanno “al loro posto”, si parli di riunione di partito a cui possono partecipare solo in silenzio o di vagoni della metro in cui sono confinate. E ci fa schifo ammettere che il Giappone forse non è quell’angolo di mondo che abbiamo idealizzato giocando i loro videogiochi e leggendo i loro manga, per cui è meglio pensare che siano tutti deliri da complottisti. Un po’ come quando rievochi lo spettro del Gamergate quando la Meloni fa il cosplay di Daenerys Targaryen sulla RAI.

Che senso ha l'impegno sociale nei videogiochi se puoi buona parte dei giocatori si gira dall'altra parte?

È dura da mandar giù, ma se ogni volta che davanti a qualcuno che cerca di avvelenare il pozzo glielo lasci fare diventa un po’ colpa tua. Negli ultimi 5 anni i moti alt-right si sono diffusi una madonna anche cavalcando il cambiamento nei videogiochi, puntando il dito e dicendo a tutti gli stronzi che erano disposti ad ascoltare che stavano toccando la nostra cultura. Quelle due taglie di reggiseno in meno per Tifa sono diventate propaganda facile per i Salvini e Trump lì fuori, e la verità è che non abbiamo fatto un gran cazzo per rendergli le cose difficili.

Sei tu che dovresti chiederti se sei più schwa o più svastica, se stai facendo abbastanza.

Quindi non serve a nulla chiedersi se il videogioco è più schwa o più svastica.

Dobbiamo chiederci se siamo disposti a scegliere da che parte stare
senza poi girarci dall’altra quando i videogiochi hanno bisogno di noi.

Ne vuoi ancora? Nessun problema...