Ep. 243: Hell is Us spiegato male
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Se non stai giocando Hell is Us, beh, chiedi la 104.

L’hanno definito un po’ tutti un soulslike investigativo, ma non hanno capito (strano) che il punto di Hell is Us è in come piega le dinamiche alla From Software per tirare fuori qualcosa di effettivamente nuovo.  Non c’è la corpse run, quindi andare in game over non comporta la perdita di nessun progresso se non quello geografico, perché si respawna sull’ultima posizione di salvataggio manuale. 

E quando salvi i nemici non si rigenerano come quando usi i falò in Dark Souls, lo fanno solo quando abbandoni l’area. E in realtà, se sei riuscito a distruggere i cronocicli della zona, manco in quel caso. Il che vuol dire che puoi investigare senza rotture di coglioni.

Non ci sono le Estus per evitare che la sfida faccia la fine di Charlie Kirk, ma quando fai danno a un nemico se premi col giusto tempismo il dorsale destro ripristini la salute che ti manca. Devi però tenere conto del fatto che se si svuota la barra della vita si accorcia anche quella del vigore. Cioè, sempre se non vuoi fare la fine di Charlie Kirk.

Mi ha un po’ scazzato un po’ che manchi una mappa (anche se diverse aree poi alla fine ce l’hanno, è solo nei documenti), ma è abbastanza chiaro l’intento di farti prendere appunti durante la partita. Eppure non ho mai avuto la sensazione che un enigma fosse “troppo” o che stessi lasciando per strada qualcosa.

Se non stai giocando Hell is Us quindi mi spiace un po’ per te.

Non tanto perché ti tocca la 104,
ma perché stai dormendo su una perla nascosta.

Ne vuoi ancora? Nessun problema...