Se hai voglia di tornare ai tempi del liceo, quando la musica era ancora più o meno una cosa seria e non una merce fatta solo per fare i pompini all’algoritmo di Spotify, dai un’occhiata a Deathbulge: Battle of the Bands.

Un rpg a turni come tanti ne stanno uscendo in questo periodo - che ormai dopo Clair Obscur abbiamo riscoperto essere fighi - il quale ti catapulta in una cittadina che vive (e muore) proprio di musica.

I personaggi, sebbene non li definirei esattamente ben scritti, restituiscono però quel clima molto anni 2000 di scontro tra fan di band o generi diversi che ormai credo si sia definitivamente perso.

Per capirci, letteralmente si combatte con la musica e il concept funziona abbastanza.

Ci sono molte idee carine, sia a livello di meccaniche di gameplay sia a livello di gestione delle secondarie.

Probabilmente l’aspetto che traballa di più è proprio la scrittura: dopo quasi 10 ore il main plot non decolla mai e i dialoghi passano dall’essere simpatici inizialmente al diventare inutilmente prolissi e fastidiosi dopo un po’ di tempo.

L'impressione è che ci si volesse ispirare a Undertale senza però avere la sensibilità e l'umorismo di Toby Fox.

In ogni caso l’esperienza risulta piacevole, soprattutto in quanto opera prima dello studio.

Se in questa torrida estate non hai niente da giocare e vuoi supportare l’indie quello vero, puoi dargli tranquillamente un’occhiata.

quanto spendere
15 /19.5€
bignami per pigri
Hai mai avuto la sensazione che l'ultimo singolo di Baby K ti stesse letteralmente infliggendo danni fisici? In Deathbulge ti spiegano come si fa.
top&flop
> Quality of life
> Art direction
> Si fa casino con gli strumenti

> Scrittura deboluccia
> Pochi attacchi e oggetti veramente fighi