Rece Convergence: (to) a League of Legends Story

It's not how much time you have, it's how you use it
BONES UK · Dirty Little Animals (from the series Arcane League of Legends)

Convergence: a League of Legends Story è bellino. Cazzo, che analisi critica sopraffina starete pensando. Però, in fondo, questi aggettivi colloquiali sono perfetti per definire quello che è un prodotto che fa il suo, senza essere uno schifo immondo e neanche un capolavoro. Certo, quel “League of Legends” nel nome potrebbe far pensare subito ad una roba fuori di testa, quasi da sentirsi “ingannati” se poi il prodotto non è da master in game design. E questo pensiero è un po’ figlio di una società dell’hype che trasforma le aziende in una sorta di famiglia; tipo il cugino figo che fa quel lavoro stratosferico da portare come coccarda alle cene aziendali. In qualche modo questo pensiero, però, si scontra con le produzioni Riot Games fuori da League of Legends MOBA. Quasi come se ci fosse un disegno. E di questo voglio parlare:

Convergere... ma verso Riot Games

Smarchiamo subito il problema di recensire il giochino. Convergence: a League of Legends Story è un metroidvania basilare: 4 ore di gioco, lineare da morire, boss carini, leggibili ma non particolarmente ispirati e nemici tutti uguali. Esteticamente è fighissimo e la storia non è per niente male. Un metadone, niente di più, niente di meno. Vuoi un metroidvania da giocare al volo perché sei in crisi d’astinenza? Eccolo. In quello che fa non ci sono pesanti difetti da segnalare, perché non è pensato per rivoluzionare i videogiochi e, addirittura, non è proprio pensato per gli hardcore gamer. Poi, chiaro, facesse schifo lo direi tranquillamente, anche perché il target non è una plot armor, e chi dice il contrario è giusto che viva il 12/06/2023 dalla prospettiva di Berlusconi; ma non è questo il caso. Il gioco funziona, ma senza brillare.

Ora passiamo alla roba figa. Questo è l’ennesimo gioco Riot Forge con protagonisti tizi a caso presi dal MOBA, ma a che serve questa operazione se tutti i giochi fino ad ora non sono altro che metadoni di altri giochi? A saturare. Riot Games ha deciso di dare spazio a piccole/medie case di sviluppo, come Double Stallion, per riempire quello spazio di titoli non ambiziosi ma perfetti per chi vuole approfondire la storia di League of Legends o per chi cerca, appunto, qualcosa di cotto e mangiato da sgranocchiare.

“Bravo, la scoperta dell’acqua calda, nel nome ci sta un grosso ‘a League of Legends Story’, grazie al cazzo che sono spin-off per rimpolpare la lore. Cojone.” Bravi, queste sono le credenziali per scrivere qui su GR (Pietroiacullosuca e MattiaMeravigliaèscarsco@gmail.com) ora fate voi così mi riposo. Come? Vi pesa il culo? Beh, allora silenzio e lasciatemi finire. Lo so benissimo che è banale, però, secondo me, si fa poca attenzione a queste mosse di marketing. Lo scegliere dei metadoni spin-off è una carta vincente per attirare giocatori novizi che si sono visti Arcane e che prima di avvicinarsi a League of Legends vogliono qualcosa di più semplice e colorato. La saturazione è proprio questa: riempire di roba multimediale (e non) il mercato, affinché l’utente rimanga imbrigliato nella rete della società.

Se da una parte sono contento che si sfruttino tanti prodotti artistici per raccontare le varie sfaccettature di un universo narrativo, dall’altra non capisco come non ci si renda conto che questa saturazione rischi di riempire così tanto la mente delle persone da portare al fanboysmo più sfrenato. Bene che esistano questi prodotti semplici per tutti, ma occhio a non esaltare troppo Riot o chi per lui. L’effetto che l’MCU Disneyiano ha fatto, e che tutti stanno copiando, è quello duplice di creare un evento sociale condiviso a livello globale (Endgame), ma anche quello di mangiarti sempre più tempo e soldi perché devi avere tutto ciò che esiste della Marvel, non devi uscire da questo buco, ne volete ancora non importa se la produzione mainstream si blocca su qui prodotti lì e poi ci vuole Spiderverse per uscirne. E, soprattutto con i videogiochi, più che i soldi è il tempo a scarseggiare. Se Riot Forge inizia a macinare giochi su giochi, il rischio di rimanere incollato in quel solo universo narrativo è alto e senza sperimentare il diverso non si cresce. Mai.

Bon, pippone finito. In realtà tutto questo serviva per allungare il brodo altrimenti Google chiama prima la mamma e poi l’avvocato. No, dai, stateci attenti seriamente, perché la produzione massiva e il branding smodato sono cose assolutamente da non demonizzare a prescindere, ma da tenere d’occhio sì. Il capitalismo (che suona tanto come IL MALE e mi fa sempre un sacco ridere) è lì pronto a mangiare il tuo tempo e la tua vita.

Quindi Convergence il gioco ok, convergere verso Riot come fosse il messia no.

quanto spendere
15 /30€
bignami per pigri
Convergi verso GR e impara che devi leggere tutto. Cazzo.
top&flop
> Alla fine è carino
> 4 ore sono passate lisce
> Quasi quasi torno a giocare a LoL...

> ... No, non è vero
> LoL suca
> Ed è tossico a merda