Ep. 257: Tony Hawk Tuah – street culture & videogiochi
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Street Culture e videogiochi
limonavano duro.

Per tutti gli anni ’90 e per buona parte dei primi anni 2000 quasi non potevi non imbatterti in un videogioco che fosse permeato dall’estetica dei graffittari, dagli skateboard, da queste storie di ribellione contro il sistema però molto lontane dall’estetica cyberpunk, più alla luce del sole (o nei campetti di periferia).

Vestiti larghi, roller blade, musica hip hop, macchine truccate. FIFA Street, che prendeva Ronaldinho e lo portava effettivamente al campetto della parrocchia della frazione di buco di culo dove vivevi. Tony Hawk, appunto, e il suo ossessivo grindare che nulla aveva a che spartire con cosa vuol dire “grindare” oggi nei giochini.

Poi qualcosa si è rotto. E non si è mai più aggiustato. Oggi cerchiamo di scoprire perché.

Ne vuoi ancora? Nessun problema...