Aethermancer è una ficata clamorosa.
Chiudi questa recensione rece ante, apri la pagina Steam e scuci ‘sti 20€. Sarebbero 21.99€ ad essere precisi, ma come spiegava il dev di Peak quando si tratta di soldi il capitalismo ci ha insegnato ad arrotondare le cose a casaccio. Quindi 21.99€ sembrano più 20€ che 25. Ma comunque.
Come al solito sto divagando senza motivo. Peraltro davanti a un giochino che mi è piaciuto una madonna e mezza, e che nonostante sia ancora in Early Access è già bello maturo e si sarebbe meritato facilmente pure quei 3€ in più che percepiremmo davanti ad un prezzo di 21.99€ se da questa parte del Muro di Berlino avessero vinto i comunisti.

Ad un’occhiata distratta, l’ennesimo monster collector clonazzo di Pokémon che prova a fare quei lavori che Game Freak non vuole più fare. Niente di più sbagliato. A dieci ore di gioco (più 5 sulla demo — si c’è una demo. Copre tutta una prima run fino al boss finale. Poi spendi 20€ e la QoL dei menu migliora così tanto da causarti un’erezione anche se c’hai la vagina) dico che Aethermancer assomiglia di più a Slay the Spire. Qui non ci sono le carte, ma i mostri. Ne controlli tre alla volta cercando di costruire delle build che siano sinergiche tra di loro e ti permettano di spuntarla in un po’ tutte le situazioni. E in una run di Aethermancer succedono delle cose pazze.
Ci sono dei mostri che castano veleno sia sui nemici che sugli alleati. Altri che si equipaggiano degli scudi, ma poi attirano su di loro gli attacchi. Quelli che causano ferite e quelli che in base a quante ferite ha il bersaglio hanno più probabilità di crittare. Addirittura un’abilità che si chiama “Aging” che di per sé non fa nulla ma genera dei punti che poi altre abilità sfruttano per stronzate fuori di testa.
Potrei star qui a sciorinare altri esempi – o inventarli in modo pseudo-casuale, sarebbe molto meta visto che parliamo di un roguelite. Ma non avrebbe senso. Non perché sennò ti rovino la sorpresa, a me della spoilerfobia tendenzialmente frega cazzi, ma perché l’elenco qui sopra serviva a darti un’idea dello scheletro base del gioco. Avvii Aethermancer e ti accorgi quanto poco sarebbe bastato a Game Freak per rendere un’idea pigra come le lotte a tre una ficata clamorosa. Quanto si possa dire ancora tanto partendo da un combattimento a turni che conosciamo a memoria da trent’anni quest’anno semplicemente perché si vivono i videogiochi. Si gioca la roba che sviluppa altra gente, la si ama, magari la si odia, ma ci si lascia contaminare.
moi rai (la minuscola non è un typo) s’è sicuramente ispirata a Slay the Spire, ma te ne accorgi solo quando ci fai caso. È quella storia che i bravi artisti copiano, e di Slaytheinspired ne abbiamo giocati a mazzi in questi anni, ma i grandi cazzo, rubano. E non lasciano nemmeno il biglietto con la firma. Devi essere tu a fare 2+2 mentre cerchi di capire com’è che a quasi 35 anni riesci ancora a finirci così sotto coi videogiochi. Non sempre, anzi forse sempre meno negli ultimi anni, ma succede ancora.
Non può non succedere davanti a cose come Aethermancer. Ti chiedi anzi com’è che non succeda così spesso, perché debba pensarci un piccolo studio tedesco e non il brand più redditizio del mondo. La persona che si occupa delle PR per moi rai via email mi ha raccontato che quest’estate alla Gamescom ha conosciuto un paio di tizi che scribacchiano di videogiochi in Italia e hanno parlato di come a queste latitudini si possa vantare una bella community legata alle Nuzlocke, e che dato che Aethermancer ha un po’ quella vibra sperava che il gioco potesse piacere alla nostra community.
In quelle poche righe via email c’era tantissima umanità. Avercela vista (avercela voluta vedere?) è probabilmente il motivo per cui forse non sarò mai un bravo critico di videogiochi. Ma penso di poter dire di essere un bravo giocatore. Penso di riuscire a capire a cosa sto giocando e cosa voleva metterci dentro chi questi giochi li ha scritti e programmati lontano da me nel tempo e nello spazio, ma non così tanto con il cuore. E in Aethermancer il cuore si vede anche senza aver scambiato mezza mail con chi l’ha sviluppato. 21,99€ non sembrano poi così tanti, alla luce di questo.
Non so se il gioco “piacerà alla nostra community”. So che a me è piaciuto tantissimo. So che faccio il tifo per Aethermancer, perché riesca a ritagliarsi uno spazio che merita e che magari da queste parole a vuoto su un blog di periferia qualche content creator coi numeri lo scopra e gli dia una mano.
Eddai, in fondo so anche che “alla nostra community” piacerà.
Anche se mi fa cacarissimo usare la parola “community”.
Mica c’avrai il merdagusto, no?