Questa è una ricetta su come fare una recensione inutile di un gioco enorme, millesimo capitolo di una serie che vende a prescindere milioni di copie, su cui la gente si scannerà per nessun motivo. Seguitela alla lettera per stare certi di non sbagliare e poter comprare la cena anche questa settimana: un po’ di pane e dell’acqua naturale sotto marca.
La chiusura del cerchio, azione e horror, gore e survival, cazzi e mazzi. Serve per far capire al lettore che è una recensione di alto livello, uguale a tutte le altre di pari livello.
Poi continuate con uno o due paragrafi introduttivi che non parlino davvero del gioco, ma delle aspettative, del privilegio che avete di giocare il gioco in anteprima in quanto recensori – e mi raccomando qui fate trasparire un malcelato “sucate stronzi, invidiatemi”, del vostro rapporto con la serie o di qualche altra stronzata di cui non frega niente a nessuno (come di tutta la recensione del resto).
Chiaramente non vi dilungate troppo, che se no ve li perdete. Anche se tanto è probabile che qui non lo legga nessuno che sono già scesi verso il voto, quindi per quel che vale potreste anche scrivere cazzo merda piscio pupù.
O comunque, mettetelo anche dopo se preferite, ma da qualche dovrete pur parlarne, e tanto vale parlarne subito. Importante sottolineare che il gioco inizia esattamente come i primissimi Resident Evil, quelli veramente per nostalgici, con le morti inspiegabili e poi ommioddio che cazzo è quello uno zombie noo incredibile non me lo sarei mai aspettato. Importantissimo sottolineare che anche se lei è un personaggio nuovo della serie è la figlia di una che moriva male in uno spin off che non avete giocato manco voi – perché in fondo dai, chi cazzo ci gioca agli spin off di Resident Evil? Poi ovviamente dite che c’è Leon vecchio e che si ritorna a Raccon City trent’anni dopo, mi raccomando strizzate bene l’occhio al fatto che ci tornano loro ma anche noi giocatori, è importante, forse la cosa più importante di tutta la recensione!
In questo paragrafo l’importante è evidenziare – di nuovo – le due anime del gioco, che in una prima parte è tutto survival stile vecchi Resident Evil, quando giochi nei panni di lei povera e indifesa donna che piange e scappa, ma questi momenti si alternano con delle sezioni con lui vecchio e chaddone che calcia e spara e sono delle belle boccate d’aria fresca perché insomma vuoi mettere nascere uomNOO.
Scusate il caporedattore mi ha detto che questo non si può scrivere. In compenso però potete dire che anche la seconda parte in cui si impersona il maschio uomo forte volto storico della serie ci si rende conto che essere uomo è bello ma solo per poco, se te lo fanno fare per mezzo gioco diventa banale e noioso e forse preferivamo l’anima survival horror delle due anime.
Tutta questa parte serve a sottolineare che i recensori della stampa – e il pubblico, che poi alla fine non c’è tanta differenza e vanno entrambi a games week a scambiarsi il sudore delle ascelle – amano entrambe “le due anime” di Resident Evil, ma in fondo nessuna delle due. In fondo in fondo è una serie di gioconi grossi col graficone ma vuoti di contenuto davvero interessante, che si è inventata e reinventata per trent’anni facendo e sconsando, inseguendo e poi scappando da quello che voleva il pubblico, che l’ultima cosa davvero buona per il mondo dei videogiochi l’ha fatta nel ‘98. No dai, forse nel 2004, ma comunque più di vent’anni fa.
Mi raccomando qui ci vogliono un po’ di screenshot per flexare la potenza delle vostre GPU comprate con gli stipendi che la testata vi paga in un anno più l’aggiunta di mezzo stipendio del vostro vero lavoro che fate per poter davvero mangiare. È importante sottolineare la differenza di professionalità tra chi i giochi li recensisce e quei pezzenti che giocano su una console comunque sovraprezzata. Chiaramente citate anche l’audio, che è chiaramente importante quanto tutto il resto. Tra l’altro un’altra ottima occasione per rimarcare la differenza di setup: anche qui evidenziate come avete sfruttato la potenza delle vostre cuffie SteelHypeRazTech con dolby atmos per sentire anche le scoregge degli zombi nel buio, mentre i poveri stronzi che giocano sul divano con l’audio della tv non sentono nulla, pezzenti.
Ovviamente il doppiaggio è perfetto, incredibile, eccezionale, meglio di quello originale in inglese. Che poi quello originale è in giapponese, che questi so’ giappo col fetish per gli americani, che effettivamente fa schifo solo pensare di essere giapponese e avere il fetish per gli americani, pensa giocare a giochi fatti da questa gente. Poi ovviamente non è vero, il doppiaggio italiano è al massimo mediocre, ma voi dite lo stesso che è bellissimo, così il pubblico italico si gasa un po’ per poi comunque giocare in inglese coi sottotitoli.
Infine dopo sto papello inutile di parole che non leggerà nessuno veniamo alla cosa davvero fondamentale, qui mi raccomando state concentrati che è importantissimo non sbagliare.
Non vogliamo far sembrare che si stia parlando di una roba epocale, non è mica Red Dead Redemption o Zelda o che ne so, qualcosa di davvero bello che tanto poi al grande pubblico non piace perché non capiscono un cazzo.
Però deve anche passare che è un bel gioco nonostante i difetti che in realtà sono molti di più e molto peggio di quelli di cui avete potuto parlare nella recensione, ma insomma non si può proprio dire tutto tutto che se no i PR piangono. Io vi consiglio di stare sull’otto alto, ma un po’ sotto il nove, che per questi tripla A grossi va sempre bene, fa capire alla gente che sono esattamente quello che si aspettavano. Un bell’otto virgola otto andrà benissimo, direi. Oh ma tu guarda, è anche il metacritic, ma che piacevole sorpresa, perfetto!
PS: questa recensione è scritta da qualcuno che non ha giocato il gioco in questione. Come quasi tutte le altre che potete trovare in rete.