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MemoryCard: Nel mezzo del cammin di nostra vita
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La selva ti chiama, oscura come solo il futuro può essere.

Nessuna diritta via da seguire, smarrita assieme a tutte le certezze che credevi di avere. Nel mezzo del cammin di nostra vita t’è capitato di ritrovarti in mezzo a una rivoluzione. Di quelle peggiori, che i morti li fanno soprattutto dentro, fiaccandoti un po’ alla volta, ogni giorno un po’ di più. Finché là – non perdi la luce – e la selva diventa quella selva, la stessa di 700 anni fa. Nel mezzo del cammin di nostra vita ti ritrovi all’alba di una rivoluzione culturale. L’ordalia di un videogioco che vuole crescere anche a costo di staccarsi da chi fino all’altro giorno per lui era padre o madre, fratello o sorella. 

Vogliono crescere gli alti fattori che il videogioco lo modellano un sacrificio alla volta, e che finalmente reclamano il diritto di modellarlo a loro immagine e somiglianza. Lo vuole quella parte del pubblico che questa selva oscura di cultura dell’hype, insostenibilità critica e criptofascismo di ritorno – la combatte ogni giorno. Sei dei nostri, tu che mi stai ascoltando? Non lo so. Non lo so se davanti al leone, la lonza e la lupa posso contare su di te. So solo che nel mezzo del cammin di nostra vita ci siam trovati davanti tre fiere, sulla strada che portava verso la nostra consapevolezza. Tre fiere a cui della nostra consapevolezza non fregava un gran cazzo. Forse le conosci anche tu.

Si chiamano Sony, Nintendo e Microsoft…

Ne vuoi ancora? Nessun problema...