L’acqua nei videogiochi – unWired
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Che forma assume l’acqua,
nei videogiochi?

Puntata rigorosamente registrata in assenza di Scibetta per evidenti motivi di conflitti idrogeologici.

La prossima volta che qualcuno ti dice che i videogiochi non sono politica, fagli giocare Subnautica 2.

“Non ho mai creduto che la violenza nei videogiochi creasse più violenza nel mondo reale. Ma non potevo nemmeno far finta di nulla e aggiungere più armi nel mondo.”

Dicembre 2012. Sandy Hook Elementary School. Charlie rimane sconvolto. Negli Stati Uniti c’è una sparatoria di massa ogni fottuto giorno. 

Charlie di cognome fa Cleveland. Di mestiere fa lo sviluppatore di videogiochi. E proprio nei giorni della Sandy Hook sta pensando a un videogioco survival dove il giocatore non è e non può arrivare in cima alla catena alimentare, perché è il gioco stesso a non permetterlo.

L’idea di Charlie diventerà Subnautica. Per usare, di nuovo, le sue stesse parole: “Subanutica è un voto verso un mondo con meno armi. uno dove usiamo soluzioni non violente e più creative per risolvere i nostri problemi”.

Charlie per Subnautica 2 è stato meno coinvolto. Ma il gioco non ha tradito per nulla questa idea, anzi. Ha pure rimosso il coltello, l’unica arma propriamente tale che c’era nel primo capitolo.

Subnautica 2 è un gioco politico. Qualche stronzo a questo punto direbbe perfino woke, viste le idee che ci sono dietro.

Subnautica 2 ha venduto 4 milioni di copie in 5 giorni. Alla faccia di chi vuole la politica fuori dai videogiochi.

Alla faccia degli stronzi che urlano “go woke go broke”.

Ne vuoi ancora? Nessun problema...