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Ep. 88: Max Payne (in the ass)
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Il remake di Max Payne mi fa stringere il culo.

Stiamo parlando di Max Payne. Una cosa enorme, un’istituzione che ha contribuito a rendere il 2001 uno degli anni di grazia di tutta la storia dei giochini. Uno dei primi – uno dei pochi – videogiochi raccontati di Cristo, capace restituire il disagio di Max non solo tramite le cutscene e le meccaniche slow-mo da post dittattura di Matrix nell’intrattenimento, ma facendotelo sentire addosso.

Per noi erano tutti morti. Da un pezzo. La presa sul grilletto già allentata da un pezzo, dopo un terzo capitolo pacco come un punto esclamativo a chiusura di quello che c'era successo. E poi l'annuncio

Un remake 1:1 di quello che Max è stato per noi sarebbe l’equivalente ludico di un pompino coi denti. Sicuramente più piacevole dell’onanismo, certo, ma sbagliato. Non si fa così. Non è questo il modo di prendere il Max Payne che era e spiegarlo a chi ha perso il treno 21 anni fa. Per quanto assurdo, sarebbe la la cosa più orrenda a cui potrei pensare. Max Payne ha bisogno di essere svecchiato, non puoi aggiornare solo la grafica di uno sparatutto in terza persona uscito prima di Resident Evil 4. Non farebbe che rimarcare il legno che c’è sotto, il tempo che è passato e non tornerà mai più, non importa quanti soldi puoi spendere per accappararti la Collector’s Edition.

Non puoi manco limitarti a fare Control ma con il Bullet Time. Control l'hai già fatto, l'abbiamo già giocato

Il remake di Max Payne mi fa stringere il culo perché ci sarebbe bisogno di un remake vero. Coraggioso, capace di ridisegnare l’esperienza, di non aver paura di pisciare sulla tomba del morto perché tanto il morto continua a vivere idealizzato nelle nostre memorie, come tutti gli affetti che la vita c’ha tolto troppo presto.

Solo che non lo ammetteremo mai che ci sarebbe bisogno di questo. Siamo noi per primi a volere la N. Sane Trilogy ma col logo di Remedy sopra. E il mercato ci segue, come uno squalo che sente l’odore in una goccia di sangue disciolta in un miliardo di molecole d’acqua.

E allora non mi resta che questa paura fottuta,
da affrontare annuncio dopo annuncio.

Ne vuoi ancora? Nessun problema...