Ep. 245: Animal Wellby – Game Over e il fine vita nei videogiochi
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Se ami i videogiochi
devi essere per il fine vita.

L’hai capito giocando Life is Strange. Ad un certo punto salvi William, il padre di Chloe, dall’incidente che avrebbe spezzato la tua migliore amica. 

Solo che non si fotte con la linea temporale. Nella realtà che hai creato William è vivo, ma Chloe è comunque spezzata e non riesce a camminare più. E William sta comunque morendo, anche se in modo diverso.

Chloe lo sa e ti chiede di lasciarla morire. Tu, dall’altra parte dello schermo, sai che è tutto finto.

È solo un videogioco. Sei pure in una timeline alternativa. Hai il potere di viaggiare nel tempo e rimettere tutto a posto. 

E allora perché quella scelta è così pesante?

Non bastasse, i videogiochi te lo hanno pure ripetuto nel 2021, nell’unica esclusiva per PS5 che valga davvero la pena di giocare.

Returnal è la storia di una donna in pezzi che non riesce a morire, anche se è l’unica cosa che vorrebbe. Atropo la riporta indietro ogni cazzo di volta, e insegui la Pallida Ombra nella speranza di vedere i titoli di coda. 

È tutto nella testa di Selene. E infatti la Pallida Ombra non è la fine del gioco.

Se sei stato Selene sai cosa vuol dire voler morire e non poterlo fare.  Se sei stato Max, hai visto il dolore che provoca a Chloe e alla sua famiglia il sopravvivere quando quella non è più vita.

E quindi se ami i videogiochi devi essere per il fine vita. 

A meno che per te non siano solo giochini.

Ne vuoi ancora? Nessun problema...