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DLC #47: Random Access Memories
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Certo che i giochini vecchi li raccontiamo proprio con il culo.

Ci fidiamo di un supporto dati inaffidabile come la nostra memoria. Una stronza che dopo un tot di tempo rimuove il brutto e abbellisce tutto il resto, ed ecco che ti trovi a chiamare alle tre di mattina quella merda dellə tuə ex perché in fondo ha fatto anche cose buone.
O a rigiocarti Medievil su PS4 convinto che il problema sia il remake, non il fatto che l’originale fosse una cacata già nel ’98.

Il punto è che le ROM su disco non cambiano. Tu si, e i tuoi ricordi pure

Il punto è credere che si stava così bene a farsi scammare dallo sviluppatore un gettone alla volta, altro che DLC. Che in fondo non era poi così male senza Internet, senza i video su YouTube che ti mostravano pure quant’è folta la peluria sul pube del Game Designer e col Pibe che riempiva gli stadi.

Il punto è che all’industria di conservare la nostra Memoria gliene frega meno di zero, ma noi non è che stiamo facendo un lavoro migliore.

Ogni cazzo di retrospettiva si trasforma in un ode, ogni articolo che parla di qualcosa di vecchio lo fa con la mente annebbiata dalla nostalgia. Siamo al punto che diventa ok pubblicare la versione peggio emulata di sempre di Super Mario 64 e andare giù di pompini a Nintendo, e anzi corri in giocoleria e giocattoleria che le copie sono limitate.

Non ci serve un narratore oggettivo. Ci serve un supporto affidabile. Qualcosa che col tempo non si smagnetizzi come un floppy disk ogni volta che si parla di quando c’era lvi.

Ci serve il vaccino per la retrofilia,
e questa volta tolleranza zero per i no-vax.

Ne vuoi ancora? Nessun problema...