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DLC #37: Pubiche Relazioni – Fare PR nei videogiochi
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C’è che in Italia le Pubbliche Relazioni si fanno male.

Non parlo di grosse realtà strutturate, prima che qualcuno in GiochIndustria corra a sbirrare questo post ad una major. Parlo delle piccole medie imprese del videogioco, dei pubblisher di seconda linea che hanno tra le mani produzioni minori. Che poi minori un cazzo, visto che Vahleim ormai è lanciato oltre i 7 milioni di copie vendute. Me ne sono accorto l’altra sera mentre parlavo con Matteo, il classico italiano a Londra che com’è come non è è finito a curare le Pubbliche Relazioni proprio per Valheim.

Il classico italiano a Londra che com'è come non è è finito a curare le Pubbliche Relazioni proprio per Valheim

C’è molto culo, dietro ‘sto successo. C’è l’uscita al momento giusto, scelta pure guardando al fatto che Rust era tornato in tendenza per lo streaming. C’è un approccio all’Accesso Anticipato che però ha già tipo il 70% dei contenuti, che è comunque più di quanto si possa dire di Cyberpunk 2077.
Ma c’è anche l’impegno di Matteo, che non si è limitato a mandare mail ad amici nel giro dei very giornalisty di settore ma s’è inventato stronzate tipo mandare elmetti vichinghi via posta.

Ecco, ‘sta cosa alla scena italiana manca. Molto spesso la campagna promozionale è alla spara e prega, intasando le caselle di posta redazionali sperando di trovare un po’ di spazio. Che ok, per una realtà piccola come una nostra magari ti dice bene.

Ma quanto sarebbe fico mandare lo shamisen nippo-cyberpunk di Edo No Yami a Caparezza?

Ne vuoi ancora? Nessun problema...