Qualcuno si pone una domanda diversa e si chiede “se” giocherà ancora ai giochini, più che come. Io so di essere ossessivo compulsivo. Negli ultimi anni, per dire, mi ero convinto di essere ormai troppo imborghesito per smanettare, poi però ci son ricascato quando una mattina non sapendo che cazzo fare mi son detto “ma sai che c’è? Mi moddo PS Vita”. L’ho usata pochissimo dopo averla moddata, ma il punto per me non era darle una nuova… Beh, vita, ma riuscire a godere di nuovo dell’installare abusivamente homebrew e altre inutility su un hardware blindato.
Con i videogiochi per me è lo stesso. Prima o poi ci sarà sempre il gioco che mi ossessiona fino ai titoli di coda, a cui penso quando sono fuori casa rosicando per aver mollato la partita a metà, di cui poi mi viene voglia di parlare anche ad anni dall’averlo finito. È successo con Beast of Reincarnation, quest’anno. Prima ancora con Pragmata, e prima ancora con un Code Vein 2 a cui non avrei mai dato due lire. Mi è successo con Clair Oscur e mi è successo con diversa roba, il fatto che succeda meno di frequente non vuol dire necessariamente che sto smettendo di giocare, vuol dire semplicemente che c’è meno roba che titilla le mie ossessioni e le mie compulsioni. Ma non ho dubbi arriverà.
Per qualcun altro, è una questione di non farsi prendere a calci nelle palle. E si spiega così l’esplosione del fenomeno cozy. Indovina di chi si parla, con ospite Briefcade — quello delle scatoline fiche da nerdacci?